La conservazione della fauna selvatica in aree in cui gravitano anche attività umane è possibile, come ha dimostrato un nuovo studio dell’University of East Anglia (UEA), svolto in Pantanal nel centro del Sud America.
Il Pantanal è considerato una roccaforte per la conservazione del giaguaro (Panthera onca). Ma non è un’area caratterizzata da natura selvaggia intatta; infatti il Pantanal da più di 250 anni ospita vasti allevamenti di bestiame. I risultati dello studio mostrano che sebbene le aree a più alta densità di bestiame non siano l’habitat più adatto per la vita del giaguaro, lo sono quelle utilizzate per i lodge di ecoturismo. Con l’espansione del turismo nel Pantanal, si è dunque creato un cuscinetto geografico di tolleranza tra natura selvaggia e allevamenti, dove la specie non è più perseguitata o uccisa. Anzi, giaguari e altri animali selvatici del Pantanal sono diventati un volano per l’economia della regione.
Ma nel resto del mondo la situazione di conservazione del giaguaro non è altrettanto rosea. Il giaguaro ha visto ridursi negli ultimi anni il suo areale di più del 50%. A questo è necessario aggiungere il declino delle prede, che diminuisce la disponibilità di risorse alimentari per la specie. A minacciare la sopravvivenza di questo straordinario felino, presente in 18 Paesi dell’America centrale e meridionale, è soprattutto la persecuzione diretta da parte dell’uomo.
Negli anni 60 e 70 è stata compiuta una vera strage di giaguari, soprattutto per il commercio di parti del corpo utilizzate nella medicina tradizionale. Nonostante l’entrata in vigore nel 1973 della “CITES”, la Convenzione internazionale che regola il possesso e il commercio di specie minacciate di estinzione, il bracconaggio rappresenta ancora una drammatica criticità.
Inoltre, a causa del calo delle prede selvatiche, sono in aumento le predazioni di bestiame domestico, una situazione che inasprisce i conflitti con le comunità locali.
Il WWF ha lanciato una campagna internazionale e ha predisposto un report insieme ad altre 18 organizzazioni governative e non per la conservazione di questa specie.
L’azione principale proposta dal WWF per la salvaguardia del giaguaro è la creazione di un network di aree di conservazione del carnivoro, connesse tra loro da corridoi ecologici: quello che può essere definito “il più esteso sistema di aree protette del mondo”. Tra le aree di intervento c’è la Guiana del Sud, l’area del Pantanal, della “Foresta Maya”, la zona dell’Orinoco e il sud ovest della Foresta Amazzonica.
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