È appena iniziata la stagione riproduttiva delle tartarughe marine e il WWF protegge i nidi censiti dal proprio network: 12 in Sicilia e, per il momento, 1 in Calabria. Proprio in queste ore, infatti, sono in corso le operazioni di verifica e messa in sicurezza degli ultimi nidi censiti, ai quali si spera che se ne aggiungano presto altri.
Oggi 16 giugno, Giornata mondiale delle tartarughe marine, il WWF mette in luce i risultati della propria attività di monitoraggio e tutela a 360°, che da anni ormai si svolge con la campagna #Generazionemare che ogni estate coinvolge più di 100 volontari, nel rispetto delle linee guida del Ministero dell’Ambiente e su specifica autorizzazione dello stesso Ministero.
Nel corso degli anni, la campagna ha consentito di individuare e tutelare anche più di 100 nidi in una sola estate.
Altrettanto importante è l’attività svolta nei centri di recupero e primo soccorso dove il WWF è impegnato (Policoro, Molfetta, Torre Guaceto, Capo Rizzuto), che ospitano circa 400 tartarughe l’anno con una buona percentuale di esemplari curati.

Il nido della tartaruga marina a Pachino. © WWF Italia
Nidificano sulle spiagge
Le tartarughe marine occupano un posto speciale nel Mediterraneo, dove tre specie di tartarughe marine hanno fatto di queste acque la loro casa: la tartaruga comune (Caretta caretta, l’unica che vi si riproduce), la tartaruga verde (Chelonia mydas) e la tartaruga liuto (Dermochelys coriacea).
Le tartarughe marine trascorrono la maggior parte della loro vita in mare, ma la deposizione delle uova è l’unica fase vitale che avviene sulla terraferma, di solito tra maggio e agosto nel Mediterraneo.
Le uova vengono incubate dal calore del sole e del suolo per circa due mesi. Dopo la deposizione delle uova, le femmine ritornano alle loro zone di alimentazione, che possono trovarsi anche a migliaia di chilometri di distanza dalle zone di riproduzione. Una volta raggiunta la maturità sessuale, intorno ai 20-30 anni, le tartarughe ritornano alle stesse aree di riproduzione per deporre le uova.
Nel Mediterraneo, le tartarughe marine nidificano principalmente lungo le coste orientali del bacino (Grecia, Turchia), mentre in Italia, la Caretta caretta nidifica regolarmente lungo le coste meridionali, soprattutto in Sicilia e Calabria.

Una tartaruga Caretta caretta. © Tanguy Sauvin/CC0 1.0
Queste magnifiche creature sono minacciate
Le stime indicano che in Mediterraneo oltre 150mila tartarughe ogni anno vengano catturate accidentalmente da ami da pesca, lenze e reti. L’inquinamento luminoso costiero rappresenta un’altra minaccia per le tartarughe marine. Le luci artificiali sulla spiaggia possono confondere le neonate, facendole andare nella direzione sbagliata e rendendo difficile raggiungere il mare.
L’inquinamento da plastica soffoca le sue acque, con 570mila tonnellate di plastica che finiscono in mare ogni anno.
Anche l’aumento delle temperature globali influisce direttamente sull’habitat delle tartarughe marine e sulle risorse di cui dipendono per la loro sopravvivenza.
L’aumento del livello del mare e l’erosione delle coste possono ridurre le aree di nidificazione, rendendo le spiagge meno adatte per la deposizione delle uova e aumentando il rischio di predazione.
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