Al Bioparco di Roma, il giardino zoologico più antico d’Italia, è stata inaugurata l’esposizione “Plasticocene”, un percorso che unisce arte e scienza per informare e sensibilizzare al rispetto e alla salvaguardia dell’ambiente acquatico e marino. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 8 dicembre.
La rassegna, compresa nel costo del biglietto, è ideata e curata dall’artista divulgatrice Elisabetta Milan, con il supporto scientifico del WWF Area Marina Protetta di Miramare e allestita nella Sala degli elefanti.
Per Elisabetta Milan, «L’arte è uno strumento potente e privilegiato per sensibilizzare le persone al cambiamento: ciascuno di noi è una singola goccia d’acqua, ma tutti insieme possiamo formare un oceano di miglioramento».
Sensibilizzare al rispetto dell’ambiente marino
L’esposizione “Plasticocene” è costituita da installazioni artistiche accompagnate da pannelli informativi. Gli argomenti trattati spaziano dalla nascita della plastica, al suo riuso e riciclo, passando per la tropicalizzazione dei mari causata dai cambiamenti climatici, analizzando tematiche come la sovrapesca e l’invasione delle specie aliene, con focus sull’inquinamento da plastiche e microplastiche.
«L’acqua è l’elemento principale del nostro pianeta. Gli oceani producono oltre il 50% dell’ossigeno che respiriamo, assorbono il 30% della anidride carbonica e rappresentano il principale serbatoio di biodiversità al mondo. L’inquinamento causato dalla plastica minaccia l’habitat della fauna e della flora marina. Rischiamo di togliere il respiro a chi ce lo dà» sottolinea la Presidente della Fondazione Bioparco di Roma Paola Palanza, etologa.
Sei installazioni di forte impatto visivo
La “Canoa lignea sul mare di plastica” è costituita da una canoa in legno, realizzata da uno degli ultimi maestri d’ascia veneziani, che naviga su un mare costituito da cento bottiglioni d’acqua. L’opera rappresenta la possibilità di aprire un varco – la barca – verso una visione ecosostenibile del mondo.
“La famiglia di meduse aliene” è un’installazione costituita da cinque meduse giganti realizzate con materiale plastico di recupero. Le meduse simboleggiano il mare gelatinoso, reso tale dall’aumento della temperatura dovuto al cambiamento climatico, dallo scollegamento dei cicli planctonici e da uno squilibrato apporto idrico dei fiumi.
“Nautilus” è un bassorilievo in argilla del mollusco, con impressi i calchi di oggetti in plastica di uso quotidiano. Il Nautilus, oggi considerato un fossile vivente, è evocativo di rinascita e speranza grazie alla sua forma, che potrebbe continuare all’infinito.
Nell’istallazione “Non è solo acqua” viene rappresentato, in cerchi in plexiglas, l’ingrandimento al microscopio di una goccia d’acqua con lo straordinario mondo del plancton.
“Mangiamo ciò che laviamo” è composta da una lavatrice con un polpo gigante che esce dall’oblò realizzato con una rete abbandonata, a simboleggiare la quantità di microfibre sintetiche che arrivano in mare dai lavaggi e che entrano nella catena alimentare dei pesci e dell’uomo stesso.
L’opera “Plasticocene” rappresenta un mare arrabbiato e informe, composto da una matassa di fili plastici azzurri su una base di cassette di polistirolo e di plastica; il tutto crea un effetto onda. Al centro dell’opera è collocata un’urna cineraria in vetro dentro con all’interno una carta di credito dorata che rappresenta simbolicamente la quantità di plastica (5 gr) che ogni persona ingerisce mediamente in una settimana.
Info
Esposizione Plasticocene
- Fino all’8 dicembre 2025 alla Sala degli elefanti del Bioparco di Roma
- Ingresso compreso nel costo del biglietto del Bioparco
- Aperta al pubblico il sabato, domenica e festivi, orario: 11-17
- Attività didattiche per gruppi e scolaresche su prenotazione
tel. call center: 06 3614015
e-mail: scuolegruppi@bioparco.it
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