Il volo aggraziato ed elegante e i gridi acuti della rondine ci annunciano puntualmente il ritorno della primavera. Quella con la rondine è una storia di convivenza millenaria, che ha generato una connessione naturale e profonda.
Fin dall’antichità, infatti, questo uccello si è avvicinato a portici e fienili, dove ha imparato a costruire il suo nido di fango e paglia. Dalla vicinanza con l’uomo ha ricevuto protezione dai predatori, offrendo in cambio la sua abilità di caccia a mosche e zanzare.
Un marcato declino su scala continentale e nazionale
Secondo recenti stime, dai primi anni 2000, la popolazione di rondini del Nord Italia si è dimezzata. La perdita di habitat, il cambiamento climatico e l’intensificazione delle pratiche agricole sono tra le principali cause di questa diminuzione.
Per questo motivo LIPU, Museo delle Scienze di Trento (MUSE) e CONCAST (il Consorzio dei Caseifici Sociali del Trentino) hanno scelto di unire le proprie forze nel progetto Ecosistema rondine finalizzato al miglioramento delle conoscenze su questa specie e alla promozione di buone pratiche per la sua conservazione.
Ancora oggi, le valli del Trentino ospitano colonie più o meno grandi di questi uccelli. La loro presenza è benefica, basti pensare che ogni individuo è in grado di catturare, quotidianamente, più di 800 insetti.
Per questo motivo, il progetto Ecosistema rondine dedica un’azione specifica alla valutazione dell’efficacia della rondine come mezzo per il controllo delle popolazioni di insetti volanti nelle aziende agricole.
Alla raccolta dati possono contribuire anche tutti i cittadini, tramite l’App iNaturalist, (disponibile su Google Play e App Store).
L’area scelta per l’indagine è l’Alta Val di Non, dove 9 stalle (5 con rondini e 4 senza) ospiteranno i dispositivi con cui gli ornitologi di LIPU e MUSE potranno verificare eventuali relazioni tra la presenza di rondini e quantità di insetti.
Alla scoperta dei rondoni sul Po
Per chi vive in Pianura Padana, invece, ecco un’occasione per approfondire la conoscenza dei rondoni: il 15 giugno, camminata per il centro storico di Casale Monferrato alla ricerca delle colonie di rondoni.
La serata è parte del programma di attività del progetto Vivere il Po a Casale Monferrato condotto dall’Ente di gestione delle Aree protette del Po vercellese-alessandrino e finanziato dalla Compagnia di San Paolo, che ha lo scopo si riqualificare le aree naturali lungo i 7 chilometri di fiume che attraversano Casale Monferrato e creare una nuova relazione tra il Po e la città.
Programma del 15 giugno:
- 17.30 inaugurazione della mostra d’arte curata da Cecilia Prete: in esposizione le opere realizzate dalle allieve del Progetto “DisegniAMO il Po”, patrocinato dall’Ente-Parco e dalla Città di Casale;
- 18.30 breve introduzione del progetto MONUMENTI VIVI e della presenza dei rondoni a Casale Monferrato a cura del prof. Marco Cucco (Università del Piemonte Orientale);
- 20:00 camminata per il centro storico di Casale Monferrato alla ricerca delle colonie di rondoni.
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