Dall’alleanza tra due aziende attente alla sostenibilità non può che nascere qualcosa di buono per l’ambiente. Prendiamo il caso della partnership tra Edison Next, società del Gruppo Edison impegnata a sostenere clienti e territori nel percorso di decarbonizzazione e transizione ecologica, e 3Bee, naturetech company che sviluppa tecnologie per il monitoraggio, la tutela e la rigenerazione della biodiversità. Insieme realizzeranno progetti per favorire la presenza degli insetti impollinatori presso i siti di Edison Next e dei suoi clienti.
Come è noto, le api e gli impollinatori in generale sono sinonimo di vita e di salute poiché garantiscono un servizio indispensabile, quello dell’impollinazione appunto, attraverso cui le piante sono fecondate e producono semi e frutti, essenziali per la sopravvivenza delle specie vegetali, animali e dell’uomo stesso.
«Accompagnare la decarbonizzazione e la transizione ecologica dei territori non significa solo ridurre l’inquinamento e il consumo di risorse, ma anche mettere in campo azioni concrete per arginare l’impoverimento degli ecosistemi. Per questo abbiamo scelto di creare oasi di biodiversità nei nostri impianti e in quelli dei nostri clienti» commenta Marilena Barbati Marketing & Communication Director di Edison Next. «Player come Edison Next sono indispensabili per realizzare gli obiettivi di rigenerazione che ci siamo posti» chiarisce Niccolò Calandri, CEO di 3Bee.
I due alveari tecnologici di Zinasco
La prima Oasi della biodiversità vede la luce a Zinasco, in provincia di Pavia, presso la sede dell’impianto di produzione di biometano da FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano). È dotata di due alveari tecnologici, che permettono di monitorare in tempo reale l’attività delle api. Al suo interno si trovano anche sette casette-rifugio per impollinatori selvatici che accolgono api solitarie, coccinelle, farfalle, pipistrelli e che consentono al tempo stesso il monitoraggio della qualità dell’aria.
Sono state inoltre messe a dimora 50 piante nettarifere a portamento arboreo e arbustivo appartenenti a 5 specie diverse autoctone, 53 arbusti nettariferi di 10 specie autoctone differenti. Infine, è stato realizzato un percorso educativo nell’ottica di aprire le porte dell’impianto di Zinasco alle scuole e alle comunità locali.
Grazie all’impiego di tecnologie innovative, quali sensori IoT avanzati e algoritmi di apprendimento automatico, e alle competenze di esperti in biodiversità, tra cui apicoltori, agricoltori ed esperti di raccolta e analisi dei dati, si stima che l’Oasi ospiterà durante l’anno 600mila api monitorate e protette, capaci di impollinare 600 milioni di fiori e 900 api solitarie protette. Durante l’estate ci sarà la smielatura e la produzione dei primi vasetti di miele nel pieno rispetto delle api e dei tempi della natura.
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