Le eccezionali ondate di maltempo che da Nord a Sud hanno scosso la penisola hanno avuto gravi ripercussioni anche sulla fauna selvatica e, per questo, la stagione venatoria deve essere fermata.
La richiesta è stata avanzata dall’Ente Nazionale Protezione Animali che invoca l’applicazione dell’articolo 19 della legge nazionale 157/92 secondo la quale le Regioni possono “vietare o ridurre per periodi prestabiliti la caccia a determinate specie di fauna selvatica per […] particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche o per malattie o altre calamità”.
Le conseguenze a lungo termine
La sospensione della stagione di caccia si rende necessaria non soltanto per l’impatto immediato che l’ondata di maltempo ha avuto sulla fauna selvatica ma, soprattutto, per le conseguenze a lungo termine sugli habitat e sulle popolazioni di animali, duramente colpiti dagli eventi calamitosi di questi giorni.
Il segnale del Veneto
In questo senso, un segnale positivo arriva dalla Regione Veneto, dove il Governatore Luca Zaia ha prorogato fino all’11 novembre il divieto di caccia nelle zone del Bellunese e dell’Alto Vicentino.
«Apprezziamo il provvedimento, sia pure limitato, assunto in Veneto dal presidente Zaia che tutela con tutta evidenza anche la vita di chi vorrebbe continuare a cacciare; un segnale di responsabilità e di attenzione per tutti», dichiara Annamaria Procacci, consigliera nazionale dell’ENPA e responsabile Ufficio Fauna Selvatica.
Esempio che, auspica l’ENPA, dovrebbero seguire anche le regioni Friuli Venezia-Giulia, Lazio, Liguria e Trentino-Alto Adige.
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