L’Islanda è definita la “Terra del fuoco e del ghiaccio” perché il panorama gelide dei ghiacciai e del clima artico è in costante conflitto con il calore esplosivo dei suoi vulcani attivi. Il vulcanismo così diffuso in Islanda deriva dal fatto che il Paese è situato proprio sulla dorsale medio atlantica, che separa le placche tettoniche nordamericana ed euroasiatica. Ci sono circa 130 vulcani in Islanda, di cui all’incirca 30 sistemi vulcanici attivi.
Le forze vulcaniche sotto la superficie terrestre danno vita ad alcune delle meraviglie naturali del Paese, come le sorgenti di acqua calda e i geyser esplosivi e sono fonte di acqua calda per il Paese. La nazione insulare è, infatti, costellata da migliaia di pozzi perforati in profondità nella roccia per estrarre energia geotermica.
Fonte inesauribile di energia
Proprio per sfruttare meglio questa risorsa di energia praticamente infinita, gli scienziati stanno progettando di scavare due pozzi per raggiungere un serbatoio di magma. Uno dei pozzi servirà a fornire le prime misurazioni dirette del magma, l’altro potrebbe sfruttare direttamente l’energia geotermica del vulcano.
«Trivelleremo fino a raggiungere una camera magmatica» spiega Hjalti Páll Ingólfsson del Geothermal Research Cluster (GEORG) di Reykjavík. È il primo “viaggio al centro della Terra” che intraprenderà l’uomo. Alcune camere magmatiche dei vulcani islandesi, infatti, si trovano a pochi chilometri sotto la superficie terrestre, il che le rende alla portata delle moderne trivelle.
dal punto di vista tecnico-scientifico, il problema maggiore è che di solito non si conosce l’esatta ubicazione delle camere magmatiche. «Nessuna tecnica geofisica ha finora dimostrato di individuare in modo soddisfacente i serbatoi di magma» afferma John Eichelberger dell’Università dell’Alaska Fairbanks.
Ingólfsson e i suoi colleghi hanno, però, avuto la fortuna di imbattersi in una camera magmatica e hanno in programma di perforarla deliberatamente con un progetto che entrerà nella storia della scienza.
Nel 2026, il progetto islandese di Krafla Magma Testbed (KMT) per la prima volta la mondo perforerà la camera magmatica di un vulcano, cercando di attingere ai suoi fumi supercaldi per generare energia geotermica su una scala mai tentata prima, in grado di coprire il fabbisogno di tutta l’Islanda con una fonte di energia rinnovabile e illimitata.
L’energia geotermica è già sfruttata da anni in Islanda, attraverso la perforazione di regioni sotterranee calde per produrre vapore dall’acqua riscaldata. Questo vapore aziona le turbine, generando elettricità. Oggi, almeno il 90% delle case islandesi è riscaldato con l’energia geotermica e il 70% di tutta l’energia utilizzata nell’isola proviene da fonti geotermiche.
Tuttavia, questi sistemi sfruttano l’energia geotermica superficiale relativamente più fredda, con un’efficienza inferiore. Sfruttando le temperature più elevate della camera magmatica si potrebbe incrementare notevolmente la fornitura di energia, rendendola più potente dei pozzi convenzionali. Un singolo impianto geotermico a magma potrebbe generare una potenza almeno dieci volte superiore a quella di un impianto geotermico convenzionale.
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