Con la campagna di comunicazione “Make it shitty” (che si può tradurre “fallo schifoso – fallo male”), il Consiglio norvegese dei consumatori (Forbrukerrådet) ha puntato il faro contro il fenomeno dell’enshittification e le strategie per contrastarlo.
Il neologismo inglese “enshittification” fa riferimento alla tendenza consumistica per cui i prodotti e i servizi digitali stanno peggiorando costantemente di qualità, durata, riparabilità. Il software diventa sempre più difficile e frustrante da usare, i siti web e le app sono pieni di pubblicità e contenuti spam, e le funzionalità utili vengono rimosse, ridotte o rese disponibili solo in abbonamento.
L’enshittification è il risultato di un mercato disfunzionale, in cui le aziende si approfittano e sfruttano i consumatori, intrappolati nei servizi digitali, dove i potenziali concorrenti vengono esclusi e i responsabili politici e le autorità di regolamentazione sono incapaci o riluttanti a reprimere comportamenti anticoncorrenziali, illegali e comunque abusivi.
Liberiamo il nostro futuro tecnologico
Nel nuovo rapporto “Breaking Free: Pathways to a fair technological future” (scarica qui il documento), il Consiglio norvegese dei consumatori propone alcune strategie per contrastare il fenomeno.
Gran parte di ciò che serve per prevenirla esiste già: le leggi, però, devono essere applicate. Questo richiede un riequilibrio del potere tra consumatori, grandi aziende tecnologiche e fornitori di servizi alternativi. Significa offrire ai consumatori una scelta più ampia e migliore su ciò che accade quando utilizzano queste piattaforme.
La campagna “Make it shitty”
Il video della campagna mostra un uomo il cui lavoro consiste nel peggiorare gradualmente oggetti di uso quotidiano, finché non scopre di poterlo fare anche online. Un video tra il comico e il grottesco che esorta i responsabili politici e gli utenti a resistere al deliberato deterioramento di piattaforme e dei dispositivi.
La scena iniziale del video mostra un uomo nascosto sotto un letto che fa un buco in un calzino. Pochi secondi dopo, lo stesso uomo usa una sega per accorciare la gamba di un tavolo in modo che traballi durante la colazione. «Il mio lavoro è quello di trasformare le cose in “fatte male”» spiega il protagonista.
«Volevamo dimostrare che una cosa del genere non sarebbe accettabile nel mondo analogico, ma questo accade ogni giorno nei nostri prodotti e servizi digitali» ha affermato Finn Lützow-Holm Myrstad, direttore delle politiche digitali del Consiglio norvegese dei consumatori.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com




