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i dati Ispra

Finché c’è suolo c’è speranza

Finché c’è suolo c’è speranza

Michele Mauri Michele Mauri 12 Dic 2017

«Scrivo da sempre lo stesso articolo, finché le cose non cambieranno continuerò imperterrito a scrivere le stesse cose», così ripeteva Antonio Cederna (1921-1996).

È corsa a questa frase la mia mente dopo avere letto i dati contenuti nell’ultimo rapporto di Ispra, il centro studi del ministero dell’Ambiente, sul consumo di suolo in Italia: ogni secondo si perdono 3 metri quadrati, 30 ettari al giorno. Irrimediabilmente coperti con asfalto e cemento, strade, fabbricati e opere di vario genere.

Di fronte alla distruzione di aree naturali e agricole si levano come al solito gli strali delle associazioni ambientaliste e delle organizzazioni degli agricoltori. E la stampa ricorda le conseguenze a cui andiamo incontro: degrado, dissesto idrogeologico, perdita di biodiversità, formazione di isole di calore, ecc.

A cosa serve tutto questo? Forse a niente. Il consumo di suolo sembra non conoscere soste. E la legge per arginare il fenomeno resta al palo in parlamento. Sta per terminare un altro anno e sta per chiudersi un’altra legislatura senza avere ottenuto alcun risultato. Intanto altre migliaia di ettari di suolo sono state coperte.

E io, insieme ad altri, continuo a scrivere lo stesso articolo.

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riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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