Ripartiamo lungo la Ciclovia VenTo non lontano da dove ci siamo lasciati con l’itinerario precedente: Chignolo Po dista appena 7 km da Orio Litta. L’attrattiva di questo borgo è l’imponente castello, pomposamente definito la Versailles della Lombardia.
Esisteva già nell’anno 1000 e venne completamente ricostruito nel 1200. Appartenne alla famiglia Pusterla per poi passare nelle mani dei Visconti e all’inizio del 1700 il Cardinale Agostino Cusani Visconti finanziò la trasformazione del Castello da fortezza medioevale in vera e propria reggia.
Fu l’architetto romano Giovanni Ruggeri, il medesimo della Villa Litta di Orio, l’autore del progetto. Si occupò anche di creare un parco di 30 ettari e vi fece erigere alcune costruzioni in stile barocco. Fra queste la più importante è denominata Palazzina del Tè.
Ritengo d’obbligo dare un’occhiata, almeno dall’esterno, al Castello. Attraversando in bicicletta Chignolo Po lungo la strada principale: via XXV Aprile, ci passiamo davanti.
Di sabato e di domenica è possibile vedere anche l’interno grazie a visite guidate.
Dal cancello antistante la facciata del Castello, proseguiamo piegando lievemente a destra e percorriamo via Lambrinia fino a raggiungere l’omonimo paese. Dal piazzale antistante la Chiesa scendiamo a destra in via Mazzini. Arrivati in fondo alla via giriamo a sinistra e dopo pochi metri ci troviamo all’inizio della nuova Ciclovia VenTo appena asfaltata.
L’incanto dell’asfalto nuovo dura circa 8 chilometri poi ci troviamo sulla vecchia ciclabile dell’argine maestro del Po che prosegue – con fondo asfaltato ma in condizioni abbastanza critiche – fino a tagliare la SP412 nei pressi di Pieve Porto Morone. Al di là della Provinciale l’argine e la ciclabile proseguono per condurci verso Pavia.
Dall’argine, rialzato di qualche metro rispetto al livello della pianura, la vista spazia su distese di pioppi di diverse età e dimensioni e su sterminati campi coltivati. Di tanto in tanto, alla nostra sinistra, il Po fa bella mostra di sé esibendosi in sinuose curve.
Dopo aver percorso qualche chilometro, la ciclabile diventa sterrata e s’interrompe davanti al cemento di un cavalcavia che la ricopre letteralmente. Siamo quindi costretti a scendere dall’argine e percorrere la SP35 attraversando nell’ordine Zerbo, San Zenone al Po, Spessa, Sostegno, Torre de Negri, per arrivare a Belgioioso.
Qui andiamo in centro al paese per dare un’occhiata al castello. Si tratta di un grandioso quadrilatero che sul lato Est mantiene l’aspetto medioevale con mattoni a vista e ponte levatoio, mentre a Ovest ci offre l’immagine di un’imponente villa neoclassica che deriva da una ristrutturazione eseguita a metà settecento.
Percorrendo la via Felice Cavallotti, usciamo da Belgioioso in direzione Sud-Ovest per raggiungere l’adiacente borghetto di Santa Margherita, percorso un altro chilometro, arriviamo davanti alle poche case che compongono San Giacomo. Tra queste spicca come un gioiello la chiesetta, in stile romanico-gotico, di San Giacomo della Cerreta che faceva parte di un grande ospedale distrutto nei secoli passati.
Continuiamo sulla medesima strada fino a incontrare la SP 13. Giriamo a sinistra e passiamo attraverso Ospitaletto, San Leonardo, Albertario e Scarpone. Per entrare a Pavia arriviamo a Scagliona e imbocchiamo la strada via Scagliona che, attraversando un parchetto chiuso al traffico, ci porta direttamente su viale Cremona e, quindi, nel Centro storico di Pavia.
Per chiudere il nostro itinerario, da Scarpone percorriamo due chilometri sull’affollata SS 617 per attraversare, in un colpo solo, prima il Ticino e dopo il Po, grazie allo splendido ponte della Becca, che vola letteralmente sui due grandi fiumi nel punto del loro incontro. Questo grandioso ponte è stato costruito tra il 1910 e il 1912, con struttura reticolare in ferro.
Continuiamo sulla Statale 617, fino all’inizio del Comune di Albaredo Arnaboldi quindi, al bivio per San Cipriano e Casottelli, giriamo a sinistra. Passiamo Buffalora, San Cipriano Po e seguiamo le indicazioni per Portalbera, quindi San Pietro e raggiungiamo Arena Po.
Il paese merita un giro al suo interno, fino alla Chiesa romanica di San Giorgio Martire, posizionata sulla riva dx del Po. Uscendo dal borgo da una delle stradine che lo attraversano, vediamo i resti del Castello e quindi ritroviamo la SS144.
Attraversiamo Ripaldina, giriamo a sinistra per arrivare a Parpanese, paese sulla riva del Po. Proseguiamo passando sotto il ponte che scavalca il grande fiume e vi saliamo per attraversarlo. Per fortuna sul ponte esiste una stretta corsia che ci permette di pedalare senza morire di crepacuore per paura di essere arrotati da ogni mezzo che ci sorpassa.
Giunti sull’altra sponda nei pressi di Pieve Porto Morone abbiamo due opzioni per tornare a Chignolo Po.
La strada più tranquilla, ma più lunga, è quella che ripercorre la Ciclovia dell’argine del Po a ritroso rispetto all’andata, in questo caso l’intero giro raggiunge la lunghezza di 105 chilometri.
In alternativa, dalla SP412 giriamo a destra per Monticelli Pavese (SP123), passiamo da Sartorona, poi a Casoni giriamo a sinistra per Badia Pavese, ci immettiamo sulla SP193 e alla rotonda giriamo a sinistra per ritornare a Chignolo Po. Questa variante ci permette di risparmiare una decina di chilometri, ma si devono percorrere strade larghe ad alta percorrenza.
Leggi qui le puntate precedenti
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com











