In Italia ogni anno circa 10.000 persone si ritrovano intossicate da funghi non commestibili o trattati in modo non corretto. Grazie alla dott.ssa Lucia Bioletti, micologa del SIAN – Servizio di Igiene Alimenti e Nutrizione ASLTO3, e agli esperti micologi Luca Perlino e Marina Rolle, potremo individuare le differenze che caratterizzano le diverse specie, evitando così spiacevoli inconvenienti a tavola.
AMANITA CAESAREA – ovolo buono
Cappello: giallo arancio, sempre striato al bordo
Lamelle: gialle
Gambo: giallo arancio
Anello: giallo arancio
Volva: biancastra, persistente, ampia membranacea e libera
Commestibilità: ottimo commestibile
AMANITA MUSCARIA – ovolo malefico
Cappello: colore rosso – rosso arancio con verruche bianche
Lamelle: bianche
Gambo: bianco
Anello: bianco
Volva: quasi assente, dissociata in perline
Commestibilità: sindrome panterinica
Erroneamente considerato per secoli la specie fungina più pericolosa. Conosciuto fin dall’antichità per le sue proprietà allucinogene.
ARMILLARIA MELLEA – chiodino o famigliola buona
Cappello: di colore molto variabile a seconda della pianta su cui cresce, con squame erette al centro
Lamelle: bianche, biancastre e poi macchiate di ruggine, infine rossastre.
Gambo: decorato da fini granulazioni o fioccosità
Anello: biancastro persistente
Crescita: cespitosa
Commestibilità: commestibile dopo prolungata cottura (scartare il gambo) tossico da crudo o poco cotto
HYPHOLOMA FASCICULARE – falso chiodino o zolfino
Cappello: dal colore giallo, giallo zolfo vivo più scuro al centro di colore molto variabile a seconda della pianta su cui cresce
Lamelle: giallo verdastre infine brune a maturità
Gambo: glabro, flessuoso gialloarancio alla base
Anello: assente
Crescita: cespitosa
Commestibilità: tossico (sindrome gastroenterica)
CANTHARELLUS CIBARIUS – Finferlo Gallinaccio
Cappello: carnoso, da convesso a imbutiforme, irregolare con margine irregolare involuto e lobato, di colore giallo –tuorlo d’uovo a giallo -arancio
Pseudolamelle: decorrenti sul gambo, anastomizzate dello stesso colore del cappello.
Gambo: corto, concolore al cappello, un po’ assottigliato alla base.
Habitat: ubiquitario in ogni tipo di bosco
Commestibilità: commestibile
OMPHALOTUS OLEARIUS – Fungo dell’olivo
Cappello: convesso appianato, poi depresso imbutiforme, cuticola di colore giallo, giallo-aranciato fino al rosso mattone, con fibrille radiali.
Lamelle: fitte e decorrenti sul gambo di colore giallo vivo- giallo-arancio, a volte luminescenti
Gambo: concolore alle lamelle, eccentrico, affusolato alla base
Habitat: crescita cespitosa su latifoglie vive o morte.
Commestibilità: tossico (sindrome gastroenterica)
MACROLEPIOTA PROCERA – mazza di tamburo
Fungo di grande taglia, slanciato e carnoso
Cappello: chiuso negli esemplari giovani, raggiunge dimensioni fino a 40 cm di diametro, ricoperto di squame grossolane ocra-brune su fondo chiaro
Lamelle: bianche, maculate di ruggine negli esemplari vecchi
Gambo: bulboso alla base, slanciato e robusto anche oltre 40 cm. di lunghezza, screziato con tipico disegno zebrato a pelle di serpente
Anello: membranoso a doppio strato, scorrevole sul gambo
Carne: immutabile non arrossante
Commestibilità: commestibile ben cotto (scartare il gambo)
AMANITA PANTHERINA – tignosa rigata o tignosa panterina
Cappello: di colore bruno beige – bruno grigiastro con verruche biancastre che contrastano con il colore del cappello. Bordo del cappello striato
Lamelle: bianche, libere
Gambo: bianco con base bulbosa e volva circoncisa dissociata in anelli più corto, privo di decorazioni con bulbo quasi marginato
Anello: membranoso bianco, non striato posizionato basso a metà gambo
Commestibilità: tossico (sindrome panterinica)
BOLETUS EDULIS – porcino
Cappello: cuticola quasi sempre umido untuosa, di colore variabile dal bianco al nocciola, dal bruno chiaro al bruno scuro, con margine generalmente più chiaro.
Pori: bianchi, poi giallognoli ed infine verde oliva
Gambo: robusto, panciuto, decorato da fine reticolo biancastro
Carne: bianca, immutabile al taglio
Sapore: gradevole
Commestibilità: commestibile
TYLOPILUS FELLEUS – Porcino fiele
Cappello: liscio, screpolato per avversità metereologiche
Pori: da bianchi a rosa
Gambo: con reticolo molto evidente, marcato, quasi costolato, bruno su fondo più pallido
Carne: bianca, se esposta all’aria leggermente virante al rosa
Sapore: molto amaro
Commestibilità: non commestibile
Cosa fare se si avvertono i sintomi dell’intossicazione
Recarsi in Pronto soccorso il prima possibile con residui di pasto, scarti dei funghi e eventuali funghi ancora a disposizione. Se presente, raccogliere anche tutto il materiale fotografico relativo al raccolto e ai piatti consumati.
Non effettuare altro tipo di azioni come, per esempio, bere latte o altri alimenti che da tradizione popolare sono indicati come “anti tossici”.
Servizio gratuito di riconoscimento
Se si hanno dei dubbi su uno o più funghi raccolti basterà recarsi all’ASL della propria città.
Intanto, potrete trovare altre interessanti informazioni sul sito www.aslto3.piemonte.it
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