L’edizione 2023 della Giornata Mondiale degli uccelli migratori, che si celebra oggi sabato 13 maggio, richiama l’attenzione sull’importanza dell’acqua come risorsa essenziale per la sopravvivenza dei migratori lungo i tragitti di migliaia di chilometri che compiono dai siti di riproduzione a quelli di svernamento e viceversa.
Lanciata 18 anni fa nell’ambito della Convenzione di Bonn sulla conservazione delle specie di animali selvatici migratori, la Giornata mondiale degli uccelli migratori ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della conservazione di queste specie di uccelli e del loro habitat.
La migrazione degli uccelli è ogni volta un’impresa epica, sia se compiuta da grandi sorvolatori, sia da specie di pochi grammi di peso. Alle mille difficoltà naturali si sommano i pericoli creati dall’uomo, a cominciare da caccia, bracconaggio – ancora diffuso nel nostro Paese, come documentato dal progetto LIFE Swipe –, inquinamento da pesticidi e da piombo.
I cambiamenti climatici, inoltre, stanno causando un anticipo di 10-20 giorni nelle date medie storiche di partenza di molte specie migratrici.
I periodi di prolungata siccità alternati a improvvise inondazioni, anche nel nostro Paese, alterano gli habitat naturali in fiumi, laghi, paludi, stagni, lanche, falde, risorgive, lagune: tutti gli elementi essenziali del “sistema vascolare” che sostenta le specie migratrici.
Per ricordare l’importanza degli ambienti ricchi d’acqua per la sopravvivenza degli uccelli migratori, anche quest’anno il WWF, in occasione delle Giornate delle Oasi 2023, organizza decine di eventi per il grande pubblico (scopri tutti gli eventi nella pagina dedicata del sito WWF).
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