Dopo una lunga e meticolosa preparazione logistica e tecnica, una squadra di docenti, ricercatori, dottorandi e tecnici del Politecnico di Torino ha raggiunto Capanna Regina Margherita, sulla vetta del Monte Rosa a 4.556 metri di quota.
La squadra ha raggiunto il rifugio in elicottero, portando il materiale scientifico, mentre un’altra squadra d’appoggio è salita in vetta secondo la tradizionale via di salita alpinistica.
Obiettivo della missione è l’installazione della stazione permanente GNSS (Global Navigation Satellite System, comunemente nota come stazione GPS) sull’affilata cresta Signal, ritenuta l’unico sito idoneo e stabile.
L’infrastruttura è la stazione più alta d’Europa e unica nel suo genere per lo studio dell’evoluzione dei ghiacciai alpini e dei rischi naturali associati ai cambiamenti climatici. Consentirà di raccogliere dati continui in ambiente alpino estremo.
La spedizione è stata coordinata dal gruppo di Geomatica del Glacier Lab del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) del Politecnico di Torino, con il contributo dei colleghi e delle colleghe del Dipartimento di Architettura e Design (DAD).
L’installazione in un posto estremo ha richiesto competenze, attrezzature e materiali specifici per far fronte ai problemi di sicurezza, di basse temperature e resistenza dei materiali. Le temperature estreme raggiunte in vetta possono portare le strumentazioni ai limiti delle loro capacità operative.
La stazione sarà parte di un sistema di monitoraggio multi-sensore pensato per integrare osservazioni GNSS, rilievi UAV, immagini aeree e dati satellitari. Una delle attività previste nel progetto è realizzare un sistema di monitoraggio integrato che includa, tra i vari sensori, stazioni permanenti GNSS ad acquisizione continua per attività di rilievo e monitoraggio a lungo termine delle aree ad alto rischio.
«Questa stazione ci consentirà di osservare nel tempo l’evoluzione dei ghiacciai e dei fenomeni di dissesto in uno degli ambienti alpini più sensibili agli effetti del cambiamento climatico. I dati raccolti permetteranno di comprendere meglio la dinamica del territorio e supportare attività di monitoraggio a lungo termine» commenta Alberto Cina, già docente di Geomatica al DIATI, ideatore dell’installazione GNSS alla Capanna Margherita e responsabile tecnico-scientifico della sua realizzazione.
«La stazione permanente GNSS permette di “correggere” e migliorare la posizione di altri ricevitori che operano sul territorio, inviando dati e correzioni anche in tempo reale» spiega Vincenzo Di Pietra, docente di Geomatica al DIATI e referente scientifico dell’unità DIATI per il progetto MOHYCAM.

Il team di docenti, ricercatori, dottorandi e tecnici del Politecnico di Torino. © Politecnico di Torino
L’attività si inquadra nel progetto di ricerca MOHYCAM (Modified HYdrogeological hazards under complex ClimAte and environmental conditions: Monitoring activities and mitigation strategies) sullo studio di sistemi di monitoraggio del territorio alpino e dei suoi dissesti, spesso fortemente legati al ritiro dei ghiacciai per la fusione causata dall’aumento delle temperature. Il progetto, finanziato da Fondazione CARIPLO, vede coinvolti i Politecnici di Torino e Milano, l’Università di Milano e il comune di Macugnaga colpito recentemente da numerose calamità naturali.
- © Politecnico di Torino
- © Politecnico di Torino
- © Politecnico di Torino
- © Politecnico di Torino
- © Politecnico di Torino
- © Politecnico di Torino
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com










