Alla distanza di circa 850 milioni di anni luce da noi, c’è un sistema binario di buchi neri – situato in una enigmatica galassia chiamata ASASSN-20qc – che espelle potenti venti di materiale dal centro di una galassia ogni 8.3 giorni, proprio come se avesse il singhiozzo.
La scoperta è stata fatta da un team internazionale di astrofisici, guidato dal prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston e dal Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma Tor Vergata, ed è stata pubblicata su Science Advances con il titolo “A case for a binary black hole system revealed via quasi-periodic outflows”.
La dettagliata simulazione magnetoidrodinamica relativistica in 3D del sistema binario, realizzata dal gruppo della ricercatrice Petra Sukova dell’Osservatorio Astronomico dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca.
Una migliore conoscenza dei buchi neri supermassicci
«Grazie al nostro studio abbiamo scoperto un nuovo fenomeno che riguarda i buchi neri supermassicci. In particolare, abbiamo trovato un buco nero supermassiccio, con massa decine di milioni di volte più grande del Sole, che espelle potenti venti di materiale ogni 8.3 giorni. Questo comportamento non è mai stato visto in precedenza e comparando i nostri dati con dettagliate simulazioni al computer, mostriamo che questo fenomeno indica la presenza di un ulteriore secondo buco nero, di massa intermedia, tra cento e diecimila volte quella del sole, che orbita attorno al buco nero supermassiccio centrale» spiega Francesco Tombesi, Professore Associato di Astrofisica al Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma Tor Vergata e secondo autore dello studio.
Il Prof. Tombesi sottolinea l’importanza dei risultati scientifici, sottolineando come «Il nostro lavoro potrebbe anche aiutare a spiegare l’origine dei buchi neri pesanti recentemente scoperti da LIGO/Virgo tramite onde gravitazionali e questo tipo di oggetti sarebbero possibili sorgenti di onde gravitazionali osservabili in futuro dal satellite LISA, da poco approvato definitivamente dall’ESA».
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