Che i cavalli fossero animali sociali capaci di riconoscere individualmente gli esseri umani e i propri simili era cosa già nota.
E partendo proprio da questa considerazione i ricercatori dell’Università di Pisa hanno lanciato una nuova sfida scientifica: scoprire se i cavalli sanno riconoscersi allo specchio.
Abilità di pochi
Riconoscersi allo specchio è una prerogativa degli esseri umani e di poche altre specie quali, ad esempio, le scimmie antropomorfe, gli elefanti asiatici, i delfini e le gazze. Riconoscere la propria immagine riflessa è una capacità che presuppone una coscienza di sé e specifiche competenze cognitive e percettive. Il comune denominatore di queste specie è un cervello complesso, che spesso corrisponde a un sistema sociale altrettanto complesso.
«Abbiamo selezionato il cavallo non solo in quanto animale sociale capace di riconoscere individualmente gli esseri umani e i propri simili con modalità multisensoriali – ha spiegato il ricercatore Paolo Baragli – ma, soprattutto, per il ruolo che questa specie ha svolto e svolge in condivisione con l’uomo».
I risultati
Per realizzare l’esperimento, i ricercatori hanno utilizzato un metodo conosciuto come mark test, vale a dire una tecnica messa a punto e usata per i primati, che consiste nell’applicare una marcatura colorata su un punto del corpo che l’animale può vedere solo con l’aiuto di una superficie riflettente come, ad esempio, uno specchio. In questo modo l’animale, se capace di riconoscersi, compie una serie di gesti volti a interagire con il segno, come provare a grattarlo e rimuoverlo.
Per contro, sono state applicate anche marcature invisibili, che hanno garantito la stessa sensazione tattile della marcatura colorata, senza però fornire alcuno stimolo visivo.
I risultati sono impressionanti: tre cavalli su quattro hanno interagito con la marcatura, grattandosi più frequentemente la guancia sinistra quando su questa era presente il segno colorato rispetto a quando la stessa guancia era marcata con il segno trasparente. Inoltre, uno dei tre cavalli ha mostrato un forte interesse anche quando il segno colorato era sulla guancia destra.
«I risultati dei test non hanno confermato appieno la capacità di riconoscersi allo specchio nel cavallo – ha aggiunto la ricercatrice Elisabetta Palagi -. Tuttavia, l’analisi dei video ha rivelato la presenza di particolari comportamenti. Ad esempio, subito dopo aver esplorato la loro immagine riflessa, i cavalli guardavano dietro lo specchio, come a voler verificare l’assenza o la presenza di un altro individuo».
A partire da questo studio pilota i ricercatori intendono proseguire le ricerche.
Il primo passo sarà quello di individuare una nuova metodologia sperimentale adatta a questi animali. Il mark test, infatti, è stato concepito per le grandi scimmie antropomorfe, ovvero animali con elevate capacità manipolatorie di cui i cavalli sono privi.
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