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I luoghi del silenzio in Giappone: dove la natura diventa un’esperienza spirituale

Quattro località dove rigenerarsi tra vulcani, vette e boschi selvaggi

I luoghi del silenzio in Giappone: dove la natura diventa un’esperienza spirituale
Asahidake. © JNTO

Stefano Brambilla Stefano Brambilla 3 ore fa

Quando si pensa al Giappone, l’immaginazione corre subito verso le luci di Tokyo, i treni ad alta velocità e i templi antichi immersi nelle città. Ma esiste un volto del Paese molto più silenzioso e autentico, fatto di foreste secolari, montagne sacre, laghi millenari e paesaggi vulcanici. È un Giappone dove il ritmo rallenta, il rumore lascia spazio ai suoni della natura e il viaggio diventa un’occasione per ritrovare equilibrio e benessere. Dalle montagne spirituali del Tohoku alle distese vulcaniche del Kyushu, ecco alcuni dei luoghi più suggestivi dove immergersi nella natura giapponese.


 

Dewa Sanzan: il pellegrinaggio tra le montagne sacre

Haguro

Haguro. © Tohoku Tourism Promotion Organization

Partiamo dal cuore della prefettura di Yamagata, nella regione del Tohoku (la parte più settentrionale dell’isola di Honshu, la più grande dell’arcipelago). Qui si trovano le Tre Montagne Sacre di Dewa: il Monte Haguro, il Monte Gassan e il Monte Yudono. Da oltre mille anni rappresentano una delle mete di pellegrinaggio più importanti del Giappone e custodiscono il profondo legame tra spiritualità e ambiente naturale.

 

Secondo lo Shugendo, antica tradizione ascetica nata dalla fusione di buddhismo, scintoismo e culto della montagna, le tre cime simboleggiano il ciclo della vita: nascita, morte e rinascita. Ancora oggi gli yamabushi, gli asceti delle montagne, percorrono questi sentieri praticando meditazione, lunghe camminate e rituali immersi nella natura, considerata il luogo privilegiato dell’incontro con il sacro.

Il Monte Haguro è il più accessibile dei tre e regala una delle passeggiate più affascinanti del Giappone: un sentiero di quasi 2.500 gradini in pietra attraversa una fitta foresta di cedri secolari, alcuni dei quali superano i cinque secoli di età. Lungo il percorso si incontra una pagoda a cinque piani, dichiarata Tesoro Nazionale, immersa in un’atmosfera di assoluta quiete.

 

Chi desidera vivere un’esperienza più intensa può partecipare ai programmi organizzati da Yamabushido, che permettono di condividere, per alcuni giorni, lo stile di vita degli yamabushi attraverso escursioni, meditazione e pratiche di purificazione in uno dei paesaggi più incontaminati del nord del Giappone.


 

Monte Asahidake: il regno degli dèi tra vulcani e colori d’autunno

Ci spostiamo poi a Hokkaido, l’isola più a nord dell’arcipelago giapponese, dove si innalza il Monte Asahidake: con i suoi 2.291 metri è la vetta più alta del Parco Nazionale di Daisetsuzan, il più esteso del Giappone. Questo enorme territorio protetto è spesso definito il “tetto di Hokkaido” e ospita una straordinaria varietà di ecosistemi alpini, sorgenti termali, foreste boreali e paesaggi vulcanici. Per gli Ainu, il popolo indigeno dell’isola, questa montagna è conosciuta come Kamui Mintara, ovvero “il parco giochi degli dèi”, un nome che racconta il valore spirituale attribuito da secoli a questi luoghi.

 

La stagione escursionistica va da metà giugno fino a settembre, quando i sentieri permettono di esplorare fumarole, laghetti alpini e vaste praterie d’alta quota. È anche uno dei primi luoghi del Giappone in cui si manifesta il foliage autunnale: già a settembre la vegetazione si accende di rosso, arancione e oro, offrendo uno spettacolo unico.

Per ammirare questo scenario senza affrontare lunghe camminate è possibile salire a bordo della Daisetsuzan Asahidake Ropeway, la cabinovia che conduce rapidamente alle quote più elevate regalando panorami spettacolari sulla catena montuosa. In inverno, invece, le abbondanti nevicate trasformano l’area in una delle destinazioni più apprezzate dagli amanti dello sci e dello snowboard.


 

Lago Biwa: il grande specchio d’acqua del Giappone

Lago Biwa

Lago Biwa. © JNTO

Ritorniamo poi su Honshu. Con una storia geologica di circa quattro milioni di anni, il Lago Biwa è il più grande lago del Giappone e uno dei più antichi del pianeta. Situato nella prefettura di Shiga, poco distante da Kyoto, rappresenta una preziosa riserva di biodiversità e ospita numerose specie endemiche di pesci, molluschi e uccelli acquatici.

 

Nella cultura giapponese è considerato un vero e proprio power spot, un luogo dove la natura sarebbe capace di trasmettere energia e favorire il benessere interiore. Le sue acque tranquille, circondate da montagne e boschi, hanno ispirato per secoli pittori, poeti e artisti.

Il modo migliore per scoprirlo è lentamente. In kayak si possono esplorare baie e canneti osservando la fauna locale, mentre gli appassionati di cicloturismo possono percorrere il Biwaichi, un itinerario ciclabile di circa 200 chilometri che compie l’intero giro del lago. Il percorso, adatto anche ai ciclisti meno esperti, attraversa piccoli villaggi, spiagge, aree naturali e importanti siti storici come il Castello di Hikone e il Tempio Enryaku-ji, patrimonio mondiale UNESCO.

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Al largo della sponda settentrionale emerge la piccola isola di Chikubu, conosciuta anche come “Isola degli dèi”. Disabitata e ricoperta da una vegetazione rigogliosa, ospita il tempio buddhista Hogonji, fondato nel 724, e il santuario Tsukubusuma-jinja, costruito nel V secolo e oggi riconosciuto come Tesoro Nazionale. Secondo la tradizione, chi visita l’isola con cuore sincero può vedere esauditi i propri desideri.


 

Monte Aso: la forza della Terra nel cuore del Kyushu

Monte Aso

Monte Aso. © JNTO

E per finire ci spostiamo sull’isola più a sud, Kyushu, dove si estende uno dei paesaggi vulcanici più spettacolari del Giappone. Qui si trova il Monte Aso, un enorme complesso vulcanico che ospita una delle caldere più grandi del mondo, con un diametro di circa 25 chilometri e un perimetro di oltre 100. L’attività vulcanica, ancora oggi presente, ha modellato nel corso dei millenni un territorio fatto di praterie, rilievi ondulati, gole e sorgenti termali. Le vaste distese erbose che ricoprono l’altopiano offrono panorami sorprendenti e sono percorse da sentieri panoramici ideali per il trekking, l’escursionismo a cavallo e la fotografia naturalistica.

L’area appartiene al Parco Nazionale Aso-Kuju, una delle principali aree protette del Paese, dove convivono ambienti vulcanici, foreste e rinomate località termali come Kurokawa Onsen, celebre per i suoi bagni all’aperto immersi nella natura.

 

Punto di riferimento spirituale della regione è il santuario Aso-jinja, fondato secondo la tradizione nel 281. Il suo maestoso portale, riconosciuto come Tesoro Nazionale, è stato gravemente danneggiato dal terremoto del 2016 e completamente restaurato nel 2023, tornando a rappresentare uno dei simboli della rinascita del territorio. Tra fumarole, praterie infinite e paesaggi modellati dal fuoco, il Monte Aso offre un’esperienza che unisce la forza primordiale della natura alla profonda spiritualità che caratterizza molti dei grandi scenari naturali del Giappone.

Informazioni

Per maggiori informazioni, Ente Nazionale del Turismo Giapponese – JNTO, www.japan.travel/it

 

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