Quando si parla di viaggio responsabile e di ecoturismo, non solo le amministrazioni devono impegnarsi per rendere la propria destinazione sostenibile: anche il turista può e deve fare la sua parte. Ad aiutarlo, sono vari programmi che certificano la “virtuosità” delle mete e che permettono una scelta consapevole per una vacanza o per un weekend.
Prendiamo i borghi italiani, per esempio: dal 1998 il progetto “Bandiere Arancioni” del Touring Club Italiano (www.bandierearancioni.it) certifica per le loro qualità turistiche e ambientali i piccoli paesi dell’entroterra. Sono 300, a oggi, i borghi certificati, valutati dagli esperti del Touring secondo oltre 250 parametri d’analisi in vari settori (compresi l’impegno nella gestione ambientale e dei rifiuti, l’adozione di soluzioni volte al risparmio energetico, la gestione sostenibile dei flussi turistici).
Riguardo ai borghi, ci sono poi anche riconoscimenti internazionali: è il caso del “Best Tourism Villages”, conferito fin dal 2021 dall’Organizzazione Mondiale del Turismo, l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite che si occupa del coordinamento delle politiche turistiche e promuove lo sviluppo di un turismo responsabile e sostenibile. È un progetto che intende sottolineare il ruolo del turismo nello sviluppo rurale valorizzando e tutelando paesaggi, sistemi di conoscenza, diversità biologica e patrimonio culturale; i borghi premiati devono dimostrare “un chiaro impegno verso l’innovazione e la sostenibilità in ambito economico, sociale e ambientale”.
Nel 2025, per la prima volta, l’OMT (in inglese UN Tourism, in passato UNWTO) ha premiato tre borghi italiani tra i 52 selezionati in tutto il mondo (tutti, fra l’altro, sono certificati anche dal Touring con la Bandiera Arancione): si tratta di Arquà Petrarca, in provincia di Padova, famoso per essere patria del famoso letterato; di Bellano, in provincia di Lecco, splendida località sul lago di Como; e di Asolo, in provincia di Treviso, piccolo gioiello meta privilegiata di tanti celebri villeggianti del passato. I tre Comuni hanno dimostrato di essere all’avanguardia riguardo alle sfide della sostenibilità, con progetti e iniziative che coinvolgono tutta la comunità: un motivo in più per visitarli, “premiandoli” per il loro costante impegno per costruire un futuro più sostenibile. In totale, sono otto i villaggi italiani premiati dall’OMT dall’istituzione del premio: gli altri cinque borghi premiati negli scorsi anni sono San Ginesio (MC), Sauris-Zahre (UD), Isola del Giglio (GR), Lerici (SP), San Casciano dei Bagni (SI).
È ora aperta la call (a questo link) per le certificazioni OMT del 2026, diretta agli Stati membri dell’ONU (ogni Stato può candidare fino a otto borghi). Il network già conta 319 villaggi in 65 Paesi: scorrere la lista prima di programmare un viaggio può essere un’ottima idea per trovare mete fuori dalle solite rotte e dare un segnale concreto alle amministrazioni e ai cittadini che si impegnano a essere virtuosi (qui i premiati 2025, 2024, 2023, 2022, 2021). A guidare la classifica è la Cina, con 18 villaggi, seguita da Perù (13) e Spagna, Portogallo, Giappone (12).
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