Ha un nome bello e caldo, il paese di Lana. Non solo perché richiama il manto soffice di una pecora, ma perché qui, nella valle dell’Adige, a metà tra Bolzano e Merano, la flora mediterranea si unisce a quella alpina, grazie a un microclima favorevole creato dalla barriera naturale del Gruppo di Tessa, che blocca la strada al gelo nordico. Non deve stupire che pur essendo in Alto Adige in questa zona convivano castagni e larici, meli e faggi, ma anche – incredibilmente – palme e orchidee (a Gargazzone 12mila esemplari di orchidee di 500 specie diverse sono immersi in una foresta tropicale ricreata in serra, tra carpe koi, farfalle e tartarughe…). Splende il sole per gran parte dell’anno, a Lana, e le temperature non scendono mai troppo sotto lo zero.
Riduzione dell’impatto del turismo
Il nome di Lana, tuttavia, è “caldo” anche in un altro senso. Sono pochi i territori in Italia che puntano così fortemente sulla sostenibilità, sul rispetto dell’ambiente e sulla riduzione dell’impatto del turismo; ed enti pubblici e aziende private si impegnano con iniziative e progetti che mirano anche a rendere i turisti più sensibili e consapevoli nei confronti del tema. Certo, aiuta appartenere a una provincia – quella di Bolzano – che da tempo è una delle più virtuose quanto a sostenibilità, a partire dalle politiche relative ai mezzi pubblici: da queste parti lasciare l’automobile a casa e spostarsi soltanto con treni, bus, navette, funivie è davvero una possibilità concreta (anche a Lana tutte le strutture ricettive offrono ai propri clienti l’Alto Adige Guest Pass, la carta che prevede l’utilizzo gratuito di tutti i mezzi pubblici per l’intera durata del soggiorno). Ma Lana e i Comuni confinanti si distinguono per varie iniziative particolari.
Una piscina veramente naturale
Prendiamo per esempio la piscina naturale di Gargazzone, ampia ben 12mila metri quadrati, uno dei luoghi più emblematici in materia di sostenibilità nella zona. Invece di costruire una piscina “normale”, nel 2010 si è deciso di optare per un ecosistema molto simile a quello di un lago naturale, la cui acqua viene pulita tramite una combinazione di piante acquatiche, fitoplancton e zooplancton, l’utilizzo di filtri vegetali e interventi meccanici solo al bisogno, senza la necessità di introdurre nell’ambiente prodotti chimici. Nel tempo si sono insediate tra la vegetazione a bordo piscina ben 10 specie di libellule: un bel contributo alla biodiversità locale.
Sempre in tema di acqua, proprio nel 2026 l’associazione turistica locale ha deciso di “promuovere” attivamente la potabilità dell’acqua del rubinetto, sottolineando l’inutilità dell’acquisto di acqua in bottiglia: è stato sviluppato a tal fine un marchio ad hoc, che rappresenta simbolicamente il tema dell’acqua potabile e della sostenibilità. Una targhetta sarà apposta sulle fontane pubbliche e a tutti gli albergatori è stato offerto un pendaglio da apporre sui rubinetti delle strutture per ricordare agli ospiti che l’acqua è potabile, così come un set di caraffa e bicchieri. In montagna potrebbe apparire scontato che l’acqua del rubinetto sia potabile… ma ai cittadini distratti, si sa, qualche “promemoria” ulteriore serve sempre.
“Lana in fiore”, l’evento più atteso
Anche molti eventi sono incentrati sulla sostenibilità e soprattutto sull’educazione all’ambiente e alle sue risorse. Da maggio a ottobre sul territorio di Lana e dei dintorni si può partecipare a tanti appuntamenti dedicati alle “erbe selvatiche, piante medicinali & benessere”: esperienze, workshop e escursioni (come bagni nella foresta, percorsi kneipp, passeggiate alla scoperta della flora selvatica) guidati da specialisti ed erboristi, in cui si ha l’occasione di riconnettersi con la natura e con se stessi.
Proprio le erbe selvatiche, spesso calpestate e ignorate, eppure da sempre importanti per la tradizione e la medicina popolare, sono protagoniste di molte iniziative.
È invece prossimo l’evento più atteso per la cittadina, chiamato “Lana in fiore” per celebrare la fioritura dei meleti del territorio. Dal 1° al 30 aprile sono previsti passeggiate (tra cui quella al maso Heidereggerhof, tra 200mila narcisi in piena fioritura), mercati contadini, aperture dei masi, incontri a tema mela. Anche in questo caso l’invito è a rallentare e respirare la bellezza del paesaggio, incontrando gli abitanti e scoprendone la vita quotidiana. Tra l’altro, la brochure cartacea di Lana in fiore è stampata su Cartamela, una speciale carta ottenuta dagli scarti della lavorazione del succo di mela, così come sono in Cartamela la scatola contenente una mela che viene offerta a tutti i visitatori e molti altri materiali prodotti dall’associazione turistica. Dagli scarti della mela l’altoatesino Hannes Parth ha creato anche Appleskin, un tessuto vegano al 100% utilizzato anche come alternativa alla pelle animale per realizzare giacche, borse, scarpe e molto altro.
Lungimiranti investimenti privati
Naturalmente sono molti anche i privati che investono sulla sostenibilità: ne citiamo solo alcuni, tra cui il negozio di prodotti ecologici e naturali Feines, il biohotel theiner’s garten, il maso biologico Obergluniger a Cernes (tutto realizzato con materiali naturali, addirittura dotato di biointerruttori contro l’elettrosmog), l’hotel Der Waldhof di Foiana (con attenzione a riscaldamento a pellet, illuminazione a led, acqua in vetro), il vigilius mountain resort sul Monte San Vigilio. Proprio il vigilius quest’anno ha ricevuto la certificazione per il “marchio di sostenibilità Alto Adige di livello 3”, prima e al momento unica struttura nella regione di Lana con questo riconoscimento, che dimostra che la responsabilità non si esprime solo nell’edificio, ma anche nei cicli che lo circondano. Siamo sicuri che non rimarrà l’unico: l’esempio è contagioso, a Lana. E guardare… l’erba del vicino è uno stimolo a migliorarsi e investire sempre di più verso un futuro sostenibile.
Per ulteriori informazioni sulla regione di Lana: lanaregion.it
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