Fin dal 2010, ogni anno la Commissione Europea assegna un importante riconoscimento alle città che sono riuscite a raggiungere obiettivi di salvaguardia ambientale e sviluppo economico sostenibile. Si chiama European Green Capital Award, Capitale verde europea, e rimane poco noto nel nostro Paese, forse perché nessuna città del nostro Paese è mai riuscito a vincerlo.
I requisiti per partecipare (e vincere) sono molto precisi: innanzitutto la città deve avere almeno 100.000 abitanti e appartenere all’UE (o a uno Stato candidato o a uno Stato che ha accordi con l’UE); poi deve dimostrare ambizione e capacità nel raggiungere obiettivi in fatto di tutela ambientale e sviluppo sostenibile. Non basta: deve anche essere un esempio per altre città che vogliono intraprendere pratiche ambientali simili. Le aree su cui il Comune deve impegnarsi sono 7 e comprendono svariati indicatori, tra cui la qualità dell’aria e delle acque, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la mobilità urbana sostenibile, la gestione sostenibile del suolo, la crescita degli spazi verdi, la raccolta differenziata dei rifiuti, la riduzione dell’inquinamento acustico, l’innovazione tecnologica.
Le motivazioni del premio
Nel 2026 la Commissione Europea ha proclamato Capitale verde europea Guimarães, in Portogallo: è la seconda volta che il riconoscimento va a una città lusitana, dopo che Lisbona l’ha vinto nel 2020 (anche la Spagna l’ha vinto due volte, con Vitoria-Gasteiz e Valencia… giusto per fare un paragone con l’Italia). Guimarães (oltre 150mila abitanti) è una città conosciuta molto più per la sua storia che per il suo impegno verde. Sita nella parte settentrionale del Paese, non lontano da Porto, ha visto svolgersi gli avvenimenti storici che hanno portato alla sovranità della nazione nel XII secolo; nel 2001 tutto il suo centro storico perfettamente conservato è stato dichiarato Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco; e nel 2012 è diventata Capitale europea della cultura.
Eppure, per tre anni è stato anche il Comune più sostenibile del Portogallo. Merito di un’amministrazione che ha sempre portato avanti sullo stesso piano sia lo sviluppo culturale, sia quello ambientale, investendo in pratiche sostenibili e promuovendo una nuova cultura industriale. «La giuria ha riconosciuto che Guimarães è riuscita a integrare con successo la sostenibilità nella propria cultura, con il sostegno dell’intera comunità, compresi i cittadini, il mondo accademico e il settore privato» si legge nella motivazione del premio.
La sostenibilità, radicata in ogni settore cittadino
Il fiore all’occhiello di quest’impegno si chiama PEGADAS ed è dal 2015 il programma di educazione ambientale della città, che ha svolto un ruolo cruciale nella sensibilizzazione e nella responsabilizzazione della comunità ad adottare pratiche sostenibili. La Commissione europea l’ha specificato più volte: «Guimarães è un esempio di come la sostenibilità possa essere profondamente radicata nel tessuto di una comunità». Il processo è frutto di un impegno attivo dell’amministrazione, che ha “abbattuto barriere” per lavorare in modo più efficace con i cittadini e le imprese: esempi degni di nota del dialogo e dell’impegno costanti e anche dell’empowerment dei cittadini sono l’Eco Parlamento con gli studenti e l’istituzione dell’Assemblea dei cittadini.
Proprio il governo cittadino non ha semplicemente deciso di proteggere le sue risorse naturali, ma ha riprogettato la città come un ecosistema: ogni politica, parco e marciapiede si inserisce in un sistema vivente che collega la biodiversità alla resilienza climatica, all’economia circolare e alla salute pubblica. Tra i vari settori di eccellenza, quello relativo ai rifiuti: membro di Zero Waste Europe, Guimarães ha sperimentato strategie innovative come il sistema PAYT (Pay-As-You-Throw) e l’iniziativa RRRCICLO, che promuove i principi dell’economia circolare attraverso una comunicazione efficace e il coinvolgimento della comunità. Un altro settore in cui la città si è distinta è quello della qualità dell’aria, con il 97% dei suoi residenti che gode di aria “buona” o “ottima”. Ma è soprattutto l’uso attivo dei dati, avvenuto anche tramite piattaforme open-data, ad aver impressionato la giuria: lo schema “modellizzazione – raccolta dei dati – monitoraggio dei risultati – apprendimento dai numeri” ha dato eccellenti risultati.
Agueda, vincitrice dell’European Green Leaf
È un ottimo anno per il Portogallo, visto che Agueda ha vinto l’European Green Leaf Award, ovvero la Foglia verde europea, un secondo premio nato nel 2015 per riconoscere gli sforzi anche delle città tra i 20 e i 100.000 abitanti (assegnato anche a più di ogni città ogni anno). Agueda, nel distretto di Aveiro, si trova poco a sud di Porto. Per le prossime vacanze in Portogallo, unire Guimarães e Agueda in unico itinerario green è un ottimo modo per onorare il loro impegno nello sviluppo sostenibile.
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