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REAL DRIVING EMISSION TEST

Tempi duri per il diesel

Tempi duri per il diesel
Foto: Lukas Gojda/fotolia.com

Luca Serafini Luca Serafini 28 Mag 2015

Le auto a motorizzazione diesel sono nel mirino del governo della Gran Bretagna dopo che la Corte Suprema ha stabilito la necessità di urgenti provvedimenti contro l’inquinamento nelle città.
Sono, infatti, proprio i motori diesel i maggiori responsabili delle emissioni di biossido d’azoto NO2.
I motori diesel sono più efficienti e consumano meno carburante, con ridotte emissioni di CO2. Ma sono anche più “sporchi” rispetto ai moderni motori a benzina, perché producono ossidi di azoto (Nox) che causano irritazioni ai polmoni. E le motorizzazioni diesel rappresentano a oggi la metà delle auto vendute in Europa.
Il problema non viene risolto neppure dalle norme Euro 6 appena entrate in vigore per i nuovi modelli. I testi Euro 6, infatti, vengono effettuati in laboratorio e non in condizioni di guida reali su strada. Sappiamo per esperienza che i consumi teorici sono difficilmente replicabili nella guida reale, anche in condizioni ideali. Secondo uno studio del gruppo ambientalista di Bruxelles “Transport & Environment”, citato dal Sunday Times, molte auto diesel certificate Euro 6 “in laboratorio” non hanno superato un test in “condizioni reali”: in accelerazione superavano i limiti standard di 0,08 grammi di Nox per chilometro.

Real world driving air pollution emission test
Il primo passo per un’effettiva riduzione delle emissioni di Nox è l’approvazione da parte della Commissione Europea di un test sulle emissioni effettuato in condizioni di guida reali (RDE, Real Driving Emission). In Europa, partire dal 2017, una parte del test di certificazione per le auto includerà un sistema portatile per effettuare misurazioni degli NOx emessi durante la guida su strada, oltre a quelle riscontrate in laboratorio. I dettagli tecnici di questi testi, però, non stati ancora chiariti dalla Commissione Europea e i costruttori, per voce della ACEA ( European Car Manufacturers Association) chiedono dettagli entro giugno/luglio per poter capire quali investimenti saranno necessari per ottemperare alle nuove certificazioni. E non saranno investimenti di poco conto, visto che tutte le soluzioni “facili” sono già state adottate (dai motori start and stop agli pneumatici a bassa resistenza di rotolamento).
Nel frattempo, anticipando i cambiamenti legislativi, alcune case automobilistiche hanno ottenuto buoni risultati. Secondo l’Amministratore delegato di Emissions Analytics “I dati sui più recenti motori diesel Euro 6 mostrano un miglioramento di circa il 50% rispetto all’Euro 5. Sono dati incoraggianti, anche se ancora molto variabili da marca a marca. Nella media, l’insieme delle auto diesel Euro 6 testate su strada superavano di 4,4 volte i limiti di legge, con grandi variazioni da modello a modello in base ai diversi approcci utilizzati dalle case costruttrici per ridurre le emissioni”.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com

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