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COMPORTAMENTI

I programmi televisivi preferiti dai cani

Uno studio ha scoperto che i nostri amici a quattro zampe hanno delle simpatie in merito ai programmi TV

I programmi televisivi preferiti dai cani
© sq lim/unsplash.com

Francesca Danila Toscano 9 Feb 2024

Se vi capita di vedere i vostri cani che guardano per ore la TV non è soltanto perché sono attratti dalla luminosità dello schermo, evidentemente il programma che sta scorrendo su quel canale è di loro gusto. Che i cani amassero questo strumento dal quale escono luci e suoni già lo sapevamo, ma non pensavamo potessero anche avere delle preferenze in merito ai contenuti.

Ebbene, una nuova ricerca rivela come i nostri amici a quattro zampe preferiscono guardare un documentario piuttosto che un telegiornale, o una serie sui loro simili piuttosto che i cartoni.

Lo studio è stato condotto da Freya Mowat, oftalmologa veterinaria dell’Università del Wisconsin-Madison, e i risultati verranno utilizzati per sviluppare metodi rivoluzionari che possano esaminare la vista dei pelosetti. La ricerca ha avuto una durata di circa due anni, durante questo lasso di tempo il gruppo di Mowat ha raccolto le testimonianze delle abitudini di 1600 cani sparsi in tutto il mondo, ai quali sono stati fatti visionare quattro video brevi con soggetti e scene differenti, tra cui una pantera, un cane, un uccello e il traffico stradale. Ma non tutti hanno concluso l’esercizio, solo 1246 cani hanno visto tutti i video.

Attraverso un questionario on line, i proprietari hanno potuto registrare le informazioni relative ai modelli di schermo usati nelle loro case, all’interazione degli animali con i dispositivi, al tipo di contenuti offerti e agli atteggiamenti post-esposizione. Anche ulteriori dati come età, razzo, sesso e luogo di residenza dei cani, sono stati inseriti nell’indagine. I campioni esaminati avevano l’età media di 4 anni, il 54% degli esemplari era di razza e il 51% di sesso femminile.

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I gusti televisivi dei cani

La ricerca in realtà era nata con un altro scopo, ovvero quello di porre attenzione sullo sviluppo di metodi innovativi per valutare la vista degli animali. La veterinaria rimarca infatti, che i modelli diagnostici che vengono usati ancora oggi sono piuttosto limitati e indicano unicamente se un cane vede o meno.

«Abbiamo bisogno di metodi più accurati per valutare la vista nei cani, qualcosa di simile a un ottotipo. Abbiamo ipotizzato che i contenuti video potessero mantenere l’attenzione del cane abbastanza a lungo da valutarne la vista, ma non sapevamo quale tipo di contenuto fosse il più coinvolgente per loro» osserva Mowat.

L’86% dei cani ha guardato attentamente i contenuti televisivi, alcuni comportamenti particolari hanno evidenziato l’interesse e il coinvolgimento degli animali, quelli più gettonati sono stati:

  • mettersi vicino all’apparecchio (78%)
  • produrre suoni (76%)
  • seguire i movimenti sullo schermo (72%)
  • scodinzolare (69%).

I programmi preferiti, fra i cani, sono quelli che hanno come protagonisti gli animali, in particolare i video basati sui loro simili. I contenuti con gli esseri umani non sono di particolare gradimento, i cartoni animati addirittura sono ancora meno apprezzati.

Anche l’età dei cani ha una certa influenza sull’interesse per i contenuti audiovisivi. Gli animali più giovani (da 1 a 4 anni) hanno avuto una maggiore attenzione per i materiali di vario tipo rispetto a quelli più anziani (da 5 a 10 anni). La grande differenza la fanno anche vista e udito: gli animali ipovedenti hanno infatti seguito meno i video rispetto ai cani con una vista normale.

Gli scienziati sperano di utilizzare i risultati, in futuro, come base per ulteriori ricerche basate sullo sviluppo e l’ottimizzazione di metodi per valutare i cambiamenti nell’attenzione dei cani dettati dall’invecchiamento. «Sappiamo che una vista scarsa influisce negativamente sulla qualità della vita delle persone anziane, ma l’effetto dell’invecchiamento e dei cambiamenti nella vista nei cani è in gran parte sconosciuto perché non possiamo valutarlo con precisione» afferma Mowat, secondo cui studi come questo potrebbero consentire di comparare l’invecchiamento nella vista dei cani e quello sperimentato dagli esseri umani, sperando di scoprire somiglianze o differenze utili per ambedue le specie.

Insomma, da oggi occhio a non lasciare incustodito il telecomando, potreste ritrovare il vostro amico a quattro zampe che fa zapping sul divano!

 

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