I topi domestici in 11 piccole isole italiane hanno sviluppato una resistenza genetica ai rodenticidi e rappresentano una grave minaccia per questi delicati ecosistemi, oltre a causare gravi danni alle attività umane.
Lo ha determinato nuovo studio coordinato dalla Sapienza, in collaborazione con l’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Cnr, “A survey of VKORC1 missense mutations in eleven Italian islands reveals widespread rodenticide resistance in house mice” pubblicato sulla rivista Science of The Total Environment.
I risultati del lavoro dei ricercatori evidenziano l’importanza su un uso più consapevole dei pesticidi, per scongiurare lo sviluppo della resistenza a queste sostanze da parte dei roditori infestanti.
Ecosistemi delicati
La presenza di roditori invasivi come ratti o topi sulle isole del Mediterraneo, ricche di biodiversità e con una cospicua presenza umana, rappresenta una grave minaccia per questi delicati ecosistemi, oltre a causare gravi danni alle attività umane.
In questi ambienti il controllo dei roditori avviene frequentemente attraverso l’impiego di sostanze rodenticide basate su principi attivi anticoagulanti e che, se usate senza seguire le opportune linee guida, c’è la possibilità che si sviluppi una resistenza genetica a tali sostanze.
Questo rende difficile il controllo delle popolazioni di roditori e conseguentemente aumenta, in una spirale negativa, la quantità di rodenticidi rilasciati nell’ambiente.
Inoltre, i pesticidi possono avere gravi impatti ambientali per il possibile avvelenamento diretto o secondario di altre specie.
Il nuovo studio, frutto della collaborazione fra il Dipartimento di Biologia e biotecnologie Charles Darwin della Sapienza e l’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iret), ha indagato il fenomeno della resistenza genetica ai rodenticidi nelle isole italiane confermando una presenza piuttosto diffusa di topi resistenti su 7 delle 11 isole studiate. Lo studio è stato effettuato nell’ambito delle attività del National Biodiversity Future Center e in particolare dello Spoke 5 sulla biodiversità urbana a cui partecipa la Sapienza.
Mutazioni genetiche nei topi
«In questo lavoro, che rappresenta la prima indagine sulla resistenza ai rodenticidi anticoagulanti effettuata su più isole del Mediterraneo, abbiamo analizzato particolari mutazioni del gene VKORC1, coinvolto nei fenomeni di resistenza, nei topi domestici (Mus domesticus) e identificato 6 nuove mutazioni mai trovate nel topo domestico e 4 nuove mutazioni mai identificate nei roditori» spiega Francesco Gallozzi della Sapienza.
Lo studio ha portato alla luce la necessità di un utilizzo più consapevole dei rodenticidi per permettere una gestione efficace dei roditori invasivi e per minimizzare gli impatti di tali sostanze sulle specie non-target.
«In presenza di resistenza ai rodenticidi, vanno considerati metodi alternativi per il loro controllo. Altrimenti, il rischio è quello di arrecare un danno irreparabile ad ambiente e biodiversità» commenta Riccardo Castiglia, coordinatore dello studio.
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