Guarda la prima parte della visita al Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie.
Le alture delle Prealpi Giulie sono piene di sentieri favolosi. L’Ente Parco e il CAI ne hanno mantenuti in efficienza una parte, dotandoli spesso di ricca segnaletica.
Tra gli itinerari più suggestivi vi sono quelli che partono dal Rifugio Gilberti, nel cuore del Massiccio del Canin, raggiungibile da Sella Nevea con la funivia. Da qui si può optare per l’esplorazione dell’altopiano del Foran dal Muss (sentiero 632): dal Sentiero botanico del Bila Pec si prosegue in direzione del Bivacco Marussich (sentiero 632) attraversando una landa carsica dall’aspetto lunare. La stessa zona può essere raggiunta da Sud, partendo dall’agriturismo Malga Coot, passando nei pressi di Casera Canin (sentiero 642) e del Picco di Carnizza. Tornati al rifugio Gilberti si può prendere il sentiero 636a che procede in direzione della Slovenia, per poi scendere in una bella faggeta prima di sbucare nuovamente a Sella Nevea. Il giro completo fino al Marussich e ritorno può richiedere più di una giornata ed è meglio attrezzarsi per dormire in rifugio.
Un percorso, ben più accessibile, nel versante meridionale del Parco, è il Sentiero Natura del Musi. Dal Borgo di Simaz si raggiunge Pian dei Ciclamini attraversando una grande varietà di ambienti e costeggiando il Torrente Mea.
Per chi ha poco tempo può essere una buona idea recarsi nel borgo di Stolvizza e prendere il sentiero ad anello Ta Lipa Pot (in dialetto resiano il bel sentiero). Il percorso, per nulla faticoso, è vario e piacevole e attraversa boschi, prati e torrenti. Per gli appassionati di flora si ricordano i sentieri botanici del Plauris e del Bila Pec.
Durante la bella stagione le quote più alte del Parco si colorano di abbondanti fioriture. Tra le specie più rappresentative ci sono quelle che crescono sul gruppo del Monte Canin, dove si rinvengono endemiti delle Alpi sud orientali come i delicati papaveri alpini, quello bianco (Papaver alpinum subsp. ernesti-mayeri) e quello giallo (Papaver alpinum subsp. rhaeticum). Bellissime anche le fioriture rosa dell’erba storna (Thlaspi cepaeifolium subsp. Rotundifolia) e del lino delle Alpi (Linum alpinum Jacq. subsp. julicum).
Sul Monte Plauris troviamo un’elevata concentrazione di endemiti julici, come la la campanula di Zois (Campanula zoysii), la genziana di Froelich (Gentiana froelichii) e il ranuncolo di Traunfellner (Ranunculus traunfellneri) oltre a specie ad areale più ampio come il raponzolo di roccia (Physoplexis comosa) e il fiordaliso di Haynald (Centaurea jacea subsp. haynaldii). Davvero stupendi, poi, i tre gigli, reperibili a quote più basse, il giglio della Carniola di un bel arancione vivo (Lilium carniolicum), di origine illirico-balcanica, il giglio martagone (Lilium martagon) e il giglio di San Giuseppe (Hemerocallis fulva).
Bila Pec, giardino botanico d’alta quota
Nel Parco queste specie possono essere ammirate in due località. La prima, più facilmente raggiungibile, è nel comprensorio del Canin. Si tratta del Sentiero del Bila Pec, alla base della parete Sud Est dell’omonimo monte, al quale si accede nei pressi del Rifugio Gilberti. Fin qui si può arrivare risalendo faticosamente lungo la strada sterrata o, decisamente meglio, impiegando la funivia del Canin che si prende da Sella Nevea. Tra il Rifugio e la Sella del Bila Pec, in un avvallamento circondato dalle vette del Canin, un sentiero ad anello tocca ambienti differenti mettendo in evidenza alcuni dei fiori più singolari con una piccola targa di identificazione, che viene messa in posizione all’inizio dell’estate. Un giro completo richiede circa un’ora. Ben più impegnativo è il Sentiero Botanico del Monte Plauris, nelle Prealpi Giulie, che con i suoi 15 km di tracciato e dieci ore di cammino è anche un’ottima occasione per chi vuole fare un trekking montano di una certa portata. Si può pernottare in uno dei due bivacchi presenti lungo il percorso (Bivacco Coi e Ricovero Cjariguart) o nell’agriturismo Malga Confin. Il quadro che si ottiene è comunque molto completo e va dai prati e pascoli del versante meridionale, alle rupi e ghiaioni della parete Nord, più selvaggia. Prima di partire è sempre consigliabile chiedere informazioni all’Ente Parco sullo stato dei sentieri.
Echi della Grande Guerra

I resti della caserma risalente alla prima Guerra mondiale sulla sella del Bila Pec, a 2006 m slm. © F. Tomasinelli
Molti dei sentieri percorribili nelle Alpi Giulie hanno un’origine militare e ancora oggi sono mantenuti in efficienza. Il gruppo del Canin, infatti, è da sempre terra di frontiera: oggi queste vette sono a due passi dalla Slovenia mentre in passato qui correva il confine con l’Impero Austro Ungarico. Nel corso della Prima Guerra Mondiale, con l’entrata nel conflitto dell’Italia, fra il 1915 e il 1917 le Alpi Carniche e Giulie diventarono sanguinoso terreno di battaglia in cui si alternarono offensive e contro offensive tra i due eserciti. Le truppe italiane mantennero le posizioni per mesi, nonostante freddo, valanghe, scarsità di viveri e munizioni. La conoscenza di queste montagne da parte della gente locale fu di grande aiuto affinché le nostre truppe organizzassero un ramificato sistema difensivo. Tuttavia, la strenua tenuta del Canin non servì a molto: nell’ottobre del 1917 gli austriaci riuscirono ad aggirare gli italiani passando per le valli più meridionali. Prima che fosse bloccata ogni via di fuga alle guarnigioni italiane arroccate in montagna venne dato l’ordine di ritirarsi, per contenere gli austriaci più valle.
A testimonianza di questi scontri rimangono bunker, trincee, gallerie, mulattiere e ospedali da campo. Presso la Sella del Bila Pec è addirittura visibile una piccola caserma risalente a quel periodo.
Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie
- Regione: Friuli Venezia Giulia
- Province: Udine
- Comuni: Chiusaforte, Lusevera, Moggio Udinese, Resia, Resiutta, Venzone
- Superficie: 9.402 ettari
- Altitudine: da 600 a 2587 m slm
- Ente gestore: Ente Parco Naturale Regionale delle Prealpi Giulie www.parcoprealpigiulie.org
Centri visite
- Prato di Resia, tel. 0433 53483 • Pian dei Ciclamini (Lusevera), tel. 0432 787916
Come arrivare
- Dall’autostrada A-23 Palmanova-Udine-Tarvisio, uscita di Carnia. Prendere poi la Statale 13 in direzione Tarvisio ed entrare quindi in Val Resia, dove si trova l’Ente Parco. In treno si può raggiungere la stazione di Carnia e arrivare a Resia in autobus. Esiste anche un servizio corriera da Udine o da Tarvisio (Autolinee SAF, tel. 0432 504012/508762).
Periodo adatto
- L’inizio dell’estate è un ottimo momento per visitare il parco: le fioriture sono all’apice e moltissimi animali raggiungono il massimo dell’attività. D’inverno è possibile partecipare a numerose escursioni sulla neve organizzate lungo i sentieri più a valle. In primavera lo scenario viene esaltato dal risveglio della natura (anche se, viste le quote, la neve tende a sciogliersi tardi, dopo aprile) e in autunno dagli incantevoli colori dei faggi.








