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Natura
Animali, piante e habitat
Le specie che incontreremo quest’estate

I tipi di meduse più diffusi nel Mediterraneo

I tipi di meduse più diffusi nel Mediterraneo
Quando è presente in grandi quantità e per lungo tempo, pelagia (Pelagia noctiluca) può avere un impatto anche sulla stagione turistica. Si tratta, infatti, di una specie pericolosa che può scoraggiare i bagnanti dall’entrare in acqua: la stragrande maggioranza delle punture di meduse estive sono imputabili a lei. Foto: TripleM Photography/shutterstock.com

Francesco Tomasinelli Francesco Tomasinelli 2 Ago 2021

Nel Mediterraneo si contano decine di specie di meduse, ma le più frequenti sono tre.

Polmone di mare

La più vistosa è senza dubbio il grande Polmone di mare (Rhizostoma pulmo) che può arrivare a un peso di 10 chilogrammi, con un diametro dell’ombrello di circa 60 centimetri, pari alla ruota di un’automobile. Dopo la molto più rara Drymonema dalmatinum, il polmone di mare è la specie più grande del Mediterraneo, ma non può considerarsi pericolosa per l’uomo. È dotata, infatti, di tentacoli debolmente urticanti, ma non va toccata perché una parte delle nematocisti può rimanere attaccata alle mani e fare effetto quando si toccano parti più delicate del corpo, come gli occhi. I polmoni di mare sono buoni nuotatori che si muovono con ritmiche pulsazioni dell’ombrello e si incontrano regolarmente nei mesi estivi.

Il grande ombrello bianco opaco, circondato da un anello blu, è la caratteristica più evidente del polmone di mare (Rhizostoma pulmo), che spesso arriva a pochi metri dalla riva. Tra i suoi tentacoli occasionalmente si possono osservare anche piccoli granchi e pesci che, insensibili alle sue nematocisti, la sfruttano come rifugio semovente.
Foto: Timestocklapse4k/shutterstock.com

Pelagia

La specie più temuta è senza ombra di dubbio la Pelagia (Pelagia noctiluca), dal tenue colore rosa e con un ombrello di circa 10 centimetri di diametro negli adulti. Le più frequenti punture di medusa sono dovute a questa specie fortemente urticante, dotata di estesi e poco visibili tentacoli che possono superare i 5 metri di lunghezza. I giovani hanno un colore più scuro, tendente al bruno e sono ugualmente pericolosi. Come gli adulti, possono comparire improvvisamente lungo le coste in gran numero, rendendo davvero pericoloso un tuffo in mare.

Cotiloriza

La Cotiloriza (Cothyloriza tubercolata) è diventata più frequente negli ultimi anni e nei mesi estivi può essere localmente abbondante. Si riconosce subito per il suo ombrello giallo di circa 20 centimetri di diametro, con parte centrale sopraelevata di colore arancione: vista da sopra ricorda un uovo al tegamino. I tentacoli corti e bluastri sono debolmente urticanti e vengono utilizzati per catturare i piccoli organismi del fitoplancton di cui si nutre.
Quindi, se il mare è pieno di Pelagia bisogna essere prudenti e rinunciare al bagno. Al contrario, in presenza del Polmone di mare e della Cotiloriza, sempre con qualche attenzione ci si può dedicare al “medusa watching”: sono animali bellissimi e molto fotogenici.

Tra le meduse più belle e appariscenti del Mediterrano, cotiloriza (Cothyloriza tubercolata)è del tutto innocua per l’uomo, anche se è bene non toccarla perché può comunque procurare un lieve fastidio. Come i coralli delle barriere tropicali può ospitare microalghe che vivono in simbiosi nei suoi tessuti. È più frequente nelle acque più calde.
Foto: Francesco Tomasinelli

Puntura di meduse: cosa fare

La cosa più semplice e immediata è lavare bene la parte colpita con acqua marina (non dolce, che facilita lo scatto di nuove nematocisti, le capsule che contengono il veleno) e impedire che prenda i raggi del sole, coprendola con tessuto leggero. Nella maggior parte dei casi il dolore passerà in poche ore, ma se persiste si può applicare un gel al cloruro d’alluminio reperibile in farmacia. Ricordatevi che le meduse morte sulla spiaggia possono ancora pungere, quindi attenzione a maneggiarle.
Se volete riconoscere tutte le specie più “dolorose” ed essere aggiornati sulle loro “apparizioni” lungo le coste italiane potete consultare “Meteomeduse”, una comoda App per smartphone che consente anche di segnalare gli eventuali avvistamenti a un gruppo di specialisti che sta studiando l’evolversi delle popolazioni di questi animali.

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  • meduse

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