• Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
La Rivista della Natura
  • Ogni giorno notizie su Uomo, Ambiente e Pianeta

  • Abbonamenti
  • Autori
  • Pubblicità
  • vai
  • vai
La Rivista della Natura
  • vai
  • vai
  • Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
condividi twitta WhatsApp
stai leggendo Il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato
Prima pagina
Uomo e pianeta
Ambiente
LE CIFRE DI COPERNICUS

Il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato

Per il WWF: «La crisi climatica avanza e non tiene conto della geopolitica e degli interessi, occorre agire sulle cause, subito»

Il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato
La missione Sentinel-2 del progetto Copernicus. © ESA/ATG medialab

Redazione Redazione 2 mesi fa

L’inverno 2026 per il momento segna un cambio di passo deciso rispetto alle miti stagioni degli ultimi anni. L’ondata di freddo che interessa, in particolar modo il Nord Italia, ricorda quelle dinamiche che fino a 12 o 15 anni fa si verificavano con una certa regolarità quasi ogni inverno.

In questo contesto, fanno ancora più scalpore i dati relativi all’anno appena concluso, i quali confermano che il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato, con un aumento medio della temperatura globale di circa 1,5 °C rispetto all’era preindustriale.

 

Le cifre sono state pubblicate da Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’Unione europea, dedicato a monitorare il nostro pianeta e il suo ambiente. e commentate da WWF Italia

Gli ultimi undici anni consecutivi sono stati gli undici anni più caldi mai osservati. Insomma, il riscaldamento globale è un fatto, la crisi climatica una realtà che sta peggiorando con l’aumento della concentrazione dei gas serra in atmosfera.

Ormai i segnali di allarme si moltiplicano:

  • i mari e gli oceani del mondo hanno assorbito una quantità record di calore nel 2025, aggravando ulteriormente le condizioni che favoriscono l’innalzamento del livello del mare, le tempeste violente e la morte dei coralli;
  • molto preoccupanti i dati sugli incendi delle foreste nel 2024 del World Resources Institute americano, raddoppiati rispetto a venti anni fa, proprio mentre enormi aree stanno bruciando in Sud Africa e persino in Patagonia;
  • anche i dati sull’impatto economico che la crisi climatica sta già provocando destano enorme preoccupazione: le catastrofi meteorologiche hanno rappresentato il 92% di tutte le perdite economiche del 2025 e il 97% delle perdite assicurate. Circa 17.200 persone hanno perso la vita in disastri naturali in tutto il mondo.

SOLO IN ABBONAMENTO

LA RIVISTA DELLA NATURA, il trimestrale su carta. Richiedi il nuovo numero.

«La crisi climatica provocata dalle attività umane, in particolare dall’uso dei combustibili fossili e dalla deforestazione, è giunta a livelli preoccupanti. Il limite di 1,5 °C di aumento medio della temperatura globale è stato quasi raggiunto anche in un anno, il 2024, in cui non c’era El Niño. Benché la transizione energetica sia in corso e appaia inarrestabile per motivi economici e industriali, non dimentichiamoci che migliaia di vite umane e di ecosistemi che sostengono la vita di tutte le creature, persone incluse, nonché quasi tutte le attività economiche sono a rischio per la crisi climatica. Bisogna agire non con i tentennamenti del passato e, addirittura, gli arretramenti di grandi inquinatori nel presente: la fisica non si negozia, bisogna abbattere le emissioni al più presto» ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia.

 

Bene, sei arrivato fino alle fine: significa che ami la Natura, proprio come noi.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
  • argomenti
  • cambiamenti climatici

Potrebbe interessarti:

Clima e ambiente: com'è stato l'anno che ci siamo lasciati alle spalle?

Clima e ambiente: com'è stato l'anno che ci siamo lasciati alle spalle?

Siccità: il 2017 è stato il secondo anno più secco dal 1961

Siccità: il 2017 è stato il secondo anno più secco dal 1961

Secondo gli esperti il 2025 sarà l’anno del Turismo Agricolo

Secondo gli esperti il 2025 sarà l’anno del Turismo Agricolo

La Rivista della Natura
Sezioni
  • Natura
  • Uomo e pianeta
  • Scienza
  • Cultura
  • Eco Lifestyle
  • Viaggi e outdoor
  • Fotografia
  • Natura TV
  • Autori
Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Publiredazionali
  • Abbonamenti
  • Diventa autore
Seguici
  • Facebook
  • Youtube
  • Vimeo
  • Instagram

© 2014 – 2026 Edinat - Edizioni di Natura - Milano · P.I./C.F. 02938530132

  • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}