L’inverno 2026 per il momento segna un cambio di passo deciso rispetto alle miti stagioni degli ultimi anni. L’ondata di freddo che interessa, in particolar modo il Nord Italia, ricorda quelle dinamiche che fino a 12 o 15 anni fa si verificavano con una certa regolarità quasi ogni inverno.
In questo contesto, fanno ancora più scalpore i dati relativi all’anno appena concluso, i quali confermano che il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato, con un aumento medio della temperatura globale di circa 1,5 °C rispetto all’era preindustriale.
Le cifre sono state pubblicate da Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’Unione europea, dedicato a monitorare il nostro pianeta e il suo ambiente. e commentate da WWF Italia
Gli ultimi undici anni consecutivi sono stati gli undici anni più caldi mai osservati. Insomma, il riscaldamento globale è un fatto, la crisi climatica una realtà che sta peggiorando con l’aumento della concentrazione dei gas serra in atmosfera.
Ormai i segnali di allarme si moltiplicano:
- i mari e gli oceani del mondo hanno assorbito una quantità record di calore nel 2025, aggravando ulteriormente le condizioni che favoriscono l’innalzamento del livello del mare, le tempeste violente e la morte dei coralli;
- molto preoccupanti i dati sugli incendi delle foreste nel 2024 del World Resources Institute americano, raddoppiati rispetto a venti anni fa, proprio mentre enormi aree stanno bruciando in Sud Africa e persino in Patagonia;
- anche i dati sull’impatto economico che la crisi climatica sta già provocando destano enorme preoccupazione: le catastrofi meteorologiche hanno rappresentato il 92% di tutte le perdite economiche del 2025 e il 97% delle perdite assicurate. Circa 17.200 persone hanno perso la vita in disastri naturali in tutto il mondo.
«La crisi climatica provocata dalle attività umane, in particolare dall’uso dei combustibili fossili e dalla deforestazione, è giunta a livelli preoccupanti. Il limite di 1,5 °C di aumento medio della temperatura globale è stato quasi raggiunto anche in un anno, il 2024, in cui non c’era El Niño. Benché la transizione energetica sia in corso e appaia inarrestabile per motivi economici e industriali, non dimentichiamoci che migliaia di vite umane e di ecosistemi che sostengono la vita di tutte le creature, persone incluse, nonché quasi tutte le attività economiche sono a rischio per la crisi climatica. Bisogna agire non con i tentennamenti del passato e, addirittura, gli arretramenti di grandi inquinatori nel presente: la fisica non si negozia, bisogna abbattere le emissioni al più presto» ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia.
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