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Cultura
PHI 12

Il concerto “sommerso”

Un nuovo spazio acquatico termale profondo per la ricerca scientifica, medico-subacquea e aerospaziale, ma anche per le produzioni artistiche

Il concerto “sommerso”
Rendering di Phi 12. © Y-40 The Deep Joy

Redazione Redazione 2 Giu 2025

Un cilindro dal diametro eccezionale di 12 metri, profondo 30 metri, riempito usando acqua termale a 32-34 °C: Phi 12 è l’ultima opera della famiglia Boaretto. Un’opera che arriva a distanza di dieci anni da Y-40 The Deep Joy e al suo ingresso nel Guinness World Record come piscina più profonda del mondo.

Come spiega l’architetto Emanuele Boaretto, si tratta di «un’architettura subacquea che darà molteplici opportunità e diverrà nuova attrazione turistica. La naturale evoluzione di Y-40 in un’opera aperta in grado di ispirare. Uno spazio sommerso aperto all’imprevedibile, al nuovo, all’inatteso».

Emanuele Boaretto

L’architetto Emanuele Boaretto. © Y-40 The Deep Joy

Aperto al cielo, lo spazio profondo sarà in grado di accogliere speciali attrezzature di grandi dimensioni calate dall’alto, ma potrà anche ospitare esercitazioni e simulazioni uniche nel loro genere.

Phi 12 sarà costituto da un cilindro dal diametro eccezionale di 12 metri, come mai proposto prima nelle strutture profonde, posizionato ai piedi dei Colli Euganei. Sarà costruito a est dell’attuale Y-40 all’interno del parco dell’Hotel Terme Millepini, raggiungerà 30 metri di profondità e sarà riempito utilizzando acqua di origine profonda ipertermale salsobromoiodica.

Phi 12 (si legge Fi dodici) deriva proprio dalla lettera dell’alfabeto greco Ф, in matematica è il simbolo della sezione aurea, l’iniziale del nome greco dello scultore e architetto Fidia, il primo utilizzatore di tale proporzione, ma in architettura indica anche il diametro, in questo caso del cilindro di 12 metri, per l’appunto.

Phi 12

Rendering di Phi 12. © Y-40 The Deep Joy

Dalla medicina subacquea e aerospaziale alla formazione nei soccorsi

Phi 12 sarà un laboratorio scientifico-tecnologico di alto livello, utile alla ricerca medico–subacquea e aerospaziale, in grado di studiare le reazioni dei cambi pressori sul corpo umano, in collaborazione con le Università di tutto il mondo.

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Il fatto che questa struttura non abbia una copertura e sia aperta verso il cielo, potrà accogliere anche le simulazioni dei salvataggi dei soccorritori in mare, calandosi dall’alto.

Sarà, infine, uno studio per produzioni cinematografiche con effetti speciali, strumentazione professionale e la possibilità di ricreare più scenari adeguandoli alle diverse richieste e contesti, artistici o documentali.

La struttura dovrebbe essere pronta in circa due anni.

Phi 12

A meno 20 metri ha poggiato il pianoforte di Leonardo Giulianelli. © Y-40 The Deep Joy

Un concerto speciale

Per festeggiare lo scavo di Phi 12, lo scavo si è trasformato in vero e proprio spazio sonoro ed è stato mostrato in anteprima un concerto che si è tenuto a 20 metri di profondità.

Nel mezzo di questo cilindro, in un giorno di fermo cantiere, hanno risuonato i timpani barocchi di Marco Muzzati, ma anche la voce di Elena Modena e gli strumenti di Ilario Gregoletto, ovvero gli InUnum ensemble. A meno 20 metri ha poggiato anche il pianoforte di Leonardo Giulianelli, e le trombe barocche di Matteo Frigé, Guido Guidarelli e Michele Santi.

 

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