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Scienza
KRILL ANTARTICO

Il genoma “immenso” che non ti aspetti

La vasta distribuzione geografica del krill è dovuta alle sue grandi capacità di adattamento alle variazioni estreme del clima antartico

Il genoma “immenso” che non ti aspetti
Krill antartico. © S. Payne/Australian Antarctic Division

Redazione Redazione 31 Mar 2023

È ben 15 volte quello umano ed è il genoma più grande di tutto il mondo animale mai sequenziato fino ad ora. Appartiene a un piccolissimo gamberetto, il krill antartico (Euphausia superba), l’organismo animale più abbondante sul pianeta, una popolazione che somma una biomassa totale compresa tra i 300 e i 500 milioni di tonnellate.

Il krill riveste un ruolo vitale per l’ecosistema antartico, essendo il collegamento tra il fitoplancton e i livelli più alti della catena alimentare, come uccelli marini, foche, pinguini e balene. Studiarne la biologia e comprenderne le potenzialità di adattamento ai cambiamenti climatici è fondamentale, perché grazie alla sua enorme biomassa il krill incide in modo significativo su fondamentali processi bio-geochimici globali.

Sulla rivista scientifica Cell è stato pubblicato uno studio internazionale, firmato anche da un team di ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova – composto da Cristiano De Pittà, Gabriele Sales e Alberto Biscontin (ora all’Università di Udine) –, che ricostruisce la sequenza del genoma di krill.

genoma krill

La sintesi grafica dello studio sul genoma del krill antartico.

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Un genoma che si adatta ai cambiamenti climatici

Nella ricerca dal titolo “The enormous repetitive Antarctic krill genome reveals environmental adaptations and population insights”, grazie alle più innovative tecnologie di sequenziamento è stato possibile ricostruire per la prima volta l’intero genoma di krill.

Le sue enormi dimensioni sembrano essere il risultato della duplicazione e spostamento di numerosi segmenti di DNA e non di duplicazioni dell’intero genoma, come osservato in altre specie. In particolare, sono stati identificati due eventi recenti, collegati a cambiamenti climatici, che potrebbero essere responsabili delle attuali grandi dimensioni del genoma.

«Il krill si estende dal circolo polare antartico fino alle coste meridionali dell’America latina e dell’Australia. Questa elevata distribuzione geografica è dovuta alle grandi capacità adattative che il krill ha sviluppato per vivere in un ecosistema, quello antartico, soggetto a variazioni estreme nel corso dell’anno; si pensi ad esempio al ciclo stagionale della banchisa o alla notte polare» spiega Cristiano De Pittà, co-autore dello studio dell’Università di Padova.

«Il sequenziamento del genoma ha permesso di identificare 625 geni la cui espressione risulta essere sotto il controllo diretto dell’orologio endogeno e potrebbero, quindi, rappresentare il fulcro del processo di adattamento fisiologico e comportamentale di questo organismo alle estreme variazioni stagionali a cui è sottoposto» continua Alberto Biscontin, co-autore dello studio e ricercatore dell’Università di Padova al momento della ricerca.

«Il genoma di Euphausia superba, oltre ad essere una sfida tecnologica vinta, riapre il dibattito sul significato biologico dei grandi genomi e rappresenta una preziosissima risorsa che fornirà nuovi e importanti elementi per una comprensione sempre maggiore della biologia e del ruolo ecologico di questa specie» conclude Gabriele Sales, anche lui co-autore dello studio dell’ateneo patavino.

 

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