L’Italia ha proposto la propria candidatura per realizzare in Sardegna, nel territorio del Nuorese, l’Einstein Telescope (ET), un osservatorio pionieristico di terza generazione per le onde gravitazionali, che contribuirà in modo decisivo a migliorare la nostra conoscenza dell’universo e dei processi fisici che lo governano.
L’interesse per ospitare l’Einstein Telescope è supportato da tre enti di ricerca nazionali italiani: l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). La regione Sardegna, così come le università di Sassari e di Cagliari hanno espresso il loro vivo interesse all’installazione di questa infrastruttura di ricerca avanzata.
ET esplorerà in dettaglio la fisica dei buchi neri

Rappresentazione artistica di un buco nero supermassiccio, la cui massa è miliardi di volte quella solare. © NASA/JPL-Caltech
Questi corpi celesti, caratterizzati da un campo gravitazionale di intensità estrema e la cui esistenza è predetta dalla relatività generale di Albert Einstein, sono anche il luogo dove cercare di osservare fenomeni non predicibili da questa teoria, aprendo nuovi capitoli della Fisica.
ET rileverà migliaia di eventi migliorando la nostra comprensione del comportamento della materia in condizioni estreme di densità e pressione, impossibili da riprodurre in qualsiasi laboratorio.
«Ospitare grandi infrastrutture di ricerca significa attrarre nel proprio Paese giovani ricercatori e scienziati di altissimo livello da tutto il mondo, significa favorire lo sviluppo di un tessuto industriale dell’alta tecnologia, significa conquistare una leadership internazionale in campo scientifico» sottolinea Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN.
«Il Telescopio Einstein consentirà agli scienziati di rivelare eventi di coalescenza di due buchi neri di massa media nell’intero universo contribuendo alla comprensione della sua evoluzione – spiega Michele Punturo, responsabile internazionale del progetto – e consentirà di vedere sotto una nuova luce l’universo oscuro chiarendo quali ruoli giochino l’energia e la materia oscura nella struttura dell’universo».
ET sarà installato in una nuova infrastruttura in un’area geologicamente stabile e scarsamente abitata, perché le vibrazioni del suolo di origine sia artificiale (traffico, attività industriali), sia naturale (terremoti) possono mascherare il debole segnale generato dal passaggio di un’onda gravitazionale.
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