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Uomo e pianeta
Ambiente
FABBISOGNO DI CALCOLO NEI DATA-CENTER

Il lato oscuro dell’intelligenza artificiale

Per rispondere a una tua domanda, l'IA consuma quanto una lampadina per un minuto

Il lato oscuro dell’intelligenza artificiale
Un data center (immagine AI generated). © Yamu Jay via pixabay.com

Redazione Redazione 23 Nov 2025

Secondo le proiezioni dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), il consumo globale di elettricità dei data center potrebbe aumentare da 460 TWh nel 2022 a oltre 1.000 TWh entro il 2026 (quasi due volte e mezzo in soli quattro anni), spinto dalla diffusione dell’intelligenza artificiale (IA).

L’intelligenza artificiale, infatti, ha un impatto non trascurabile sull’ambiente: alcune query possono infatti consumare fino a 0,43 Wh, l’equivalente di tenere accesa una lampadina LED per quasi un minuto.

È quanto emerge dallo scenario realizzato da ClimateSeed – startup che offre alle imprese software e consulenza esperta in decarbonizzazione – basato su fonti italiane e internazionali.

L’IA e il suo impatto energetico

L’intelligenza artificiale non è “immateriale”, perché ogni interazione digitale richiede una quantità significativa di energia per funzionare a pieno regime, oltre a risorse idriche per il raffreddamento dei sistemi. Per questo, le infrastrutture che alimentano i modelli generativi, come GPT o Gemini, sono tra i principali driver della crescita del fabbisogno di calcolo nei data-center, ma non sono l’unico fattore: streaming, cloud e altri servizi digitali contribuiscono sensibilmente alla crescita complessiva dei consumi.

Secondo i report di sostenibilità, le grandi aziende tecnologiche stanno già registrando un aumento rilevante delle proprie emissioni: dal 2020 +29% per Microsoft (aggregato Scopes 1-3), nel 2023 +48% rispetto al 2019 per Google. Per le tre big tech (Microsoft, Amazon e Meta) si tratta di un incremento del 150% delle emissioni indirette (Scope 3) tra il 2020 e il 2023.

A quanto ammonta il consumo in Italia?

Secondo il report di Confartigianato, su scala nazionale tra il 2019 e il 2023, la domanda elettrica dei servizi informatici e dei data center italiani è cresciuta del 50%, con un balzo del 144% dei consumi elettrici dei data center.

Nel 2023, il consumo totale è stato di 509,7 GWh di energia elettrica con Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna e Piemonte a rappresentare quasi l’85% del totale.

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Come possono agire le aziende?

È fondamentale dotarsi di sistemi di carbon accounting digitale, che aiutano a misurare e attribuire correttamente l’impatto energetico e ambientale dell’IA. Solo conoscendo in modo preciso dove e quanto si emette è possibile integrare l’intelligenza artificiale in una strategia di sostenibilità coerente, monitorare i progressi e attuare interventi di riduzione o compensazione efficaci.

«L’IA può diventare un alleato della transizione verde solo se gestita in modo trasparente e sostenibile. È essenziale misurare e gestire l’impatto dei sistemi digitali per garantire che l’innovazione acceleri, e non ostacoli, gli obiettivi climatici» spiega Edoardo Bertin, Head of Business Development & Growth di ClimateSeed.

 

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