È stata una grande soddisfazione per i dirigenti del Gruppo Caviro, per l’Editore Edinat e i suoi collaboratori e autori, per lo staff della Direzione di Caviro e dell’Ufficio comunicazione tenere in mano e sfogliare, con i numerosi invitati alla conferenza di presentazione, il volume “Dalla vigna alla vigna”. Un libro che, come ha sottolineato il Presidente del Gruppo Caviro, Carlo Dalmonte, segna un punto fermo a 40 anni dal debutto del marchio Tavernello e a quasi 60 anni dalla fondazione di Caviro.
Un’azienda e poi un Gruppo che ha vissuto uno sviluppo e delle trasformazioni incessanti e innovative che era necessario fissare in un’opera di ricostruzione storica e di narrativa umana prima che la memoria ne perdesse i particolari, travolta dalle continue evoluzioni e da un futuro già tracciato nel segno della sostenibilità, un valore che Caviro ha nel suo DNA di azienda che è al vertice della più grande filiera sostenibile della Romagna e che ha la sua forza nelle radici contadine, espressione del sistema cooperativo.
Il Carbon Assessment del Gruppo Caviro
Il convegno organizzato da Caviro nell’ambito di Ecomondo, la manifestazione leader nell’area del Mediterraneo per l’economia circolare organizzata a Rimini da Italian Exhibition Group, si è aperto con l’intervento del Direttore Generale del Gruppo Caviro e AD di Caviro Extra, Fabio Baldazzi, che ha indicato il prossimo traguardo sulla strada della carbon neutrality del Gruppo Caviro: il Carbon Assessment su tutti i siti del Gruppo e la definizione delle strategie di decarbonizzazione.
«Noi abbiamo una novità nella tradizione – ha annunciato Baldazzi. – Siamo arrivati a 624.000 tonnellate di scarti, dei quali meno del 30 percento deriva dalla nostra filiera di origine vitivinicola. Il resto viene da un’importante componente della filiera agroalimentare (il 44%) e il resto dal territorio, grazie alla partnership con il Gruppo Herambiente (potature, CSS e sovalli). Cosa ne facciamo? 269.000 tonnellate ritornano in qualche modo nel ciclo produttivo primario. Ma la parte più preminente di questa attività è la produzione di energia, perché attraverso il recupero del 99,9% di quella montagna enorme di scarti produciamo 160 GWh di energia elettrica equivalente».
Il fine di tutte queste operazioni è anche di evitare le emissioni di CO2 in atmosfera. «Noi già oggi evitiamo l’immissione in atmosfera di 102.000 t di CO2 di natura fossile, facendo tutta produzione di energia rinnovabile» ha annunciato Baldazzi.
La HSE & Sustanaibility Manager di Caviro Extra, ingegnere Silvia Buzzi, ha illustrato il nuovo obiettivo del Gruppo Caviro, che «mira a definire la nostra impronta di carbonio per poter mettere a terra progetti e strategie di decarbonizzazione dei nostri siti».
I risultati delle misurazioni effettuate secondo modelli scientificamente validati e certificati da Enti terzi hanno già dato risultati positivamente sorprendenti sulla sostenibilità del Gruppo Caviro e indicato la strada per raggiungere la carbon compensation e fare grandi passi verso molti degli obiettivi di sostenibilità indicati dagli SDGs dell’ONU.
Cecilia Litta Modigliani, Commercial Sustainability Manager di ClimatePartner, la società tedesca che si è occupata della misurazione delle emissioni climalteranti in tutte le fasi della produzione nella sede di Faenza di Caviro Extra, dalla filiera dei prodotti entranti, alle fasi di lavorazione e valorizzazione degli scarti, fino alla rete di distribuzione, ha sottolineato la complessità dei processi di Caviro Extra, ma ha detto di essere rimasta sorpresa da quante soluzioni innovative siano già state adottate e siano considerabili delle best practices in una filiera che è comunque energivora come quella agroalimentare.
Il libro protagonista
Carlo Dalmonte, Presidente del Gruppo Caviro, ha finalmente mostrato alla platea il frutto di oltre due anni di lavoro dell’editore Edinat, con il supporto di preziosi collaboratori del Gruppo Caviro.
Perché un libro sul Gruppo Caviro? «Intanto un libro ha una fisicità importante e ben diversa da un file inviato per posta elettronica. E poi quarant’anni di Tavernello è un compleanno importante. E naturalmente bisogna ringraziare chi ha avuto quell’idea che quarant’anni fa sembrava una follia. E invece è iniziata una storia di successo che continua». Così ha esordito Dalmonte mostrando agli invitati il libro “Dalla vigna alla vigna”.
Pietro Greppi, editore di Edinat – la Casa editrice che ha realizzato l’opera – ha raccontato come l’idea di fare un libro sia nata «di fronte allo stupore di quante cose fa Caviro, così tante che, come si suol dire, “ci vorrebbe un libro per raccontarle!”». E ha anche confessato la difficoltà di realizzare il libro, perché «Caviro non si ferma mai e, nel corso della lavorazione, continuavano a emergere nuove attività e nuovi risultati da inserire nel racconto…».
L’Editore Pietro Greppi ha evidenziato la bellezza della copertina, realizzata con il prezioso contributo di idee dello staff della Comunicazione di Caviro e di Caviro Extra. Silvia Bandini, Cristiana Drei, Jessica Gonelli, Veronica Naldoni e Sara Pascucci hanno costantemente interagito con Laura Floris, coordinatrice per Edinat dell’intera opera. Una copertina che utilizza il taglio laser per il titolo, attraverso il quale si vede la terra sottostante. Una metafora della circolarità del Gruppo Caviro. Perdipiù, chi se non Caviro poteva usare per la copertina una carta che si chiama Crush Uva, derivata dalla vinaccia, che permette un sensibile risparmio di fibre vergini.
«A livello di contenuti – racconta Greppi – l’autore Luca Serafini ha intervistato i protagonisti della storia e dello sviluppo di Caviro, anche quelli che non sono più in azienda perché andati negli anni in pensione. È stato possibile, così, ricostruire e fissare una memoria storica che rischiava di andare perduta. Oltre a poter ascoltare dai diretti protagonisti lo spirito, le emozioni, i dubbi e gli entusiasmi vissuti in quei momenti di scelte difficili, talvolta rivoluzionarie».
I capitoli del libro, comunque, non seguono una linearità temporale, ma tracciano i temi della circolarità di Caviro. Raccontano la realtà di un «gruppo di visionari, ma con “i piedi per terra”» come ha sottolineato in conclusione il Presidente Dalmonte. «Sono sicuro che Caviro è stato questo finora e l’augurio che faccio è che continui a essere un’azienda con “i piedi per terra”, non soltanto perché la filiera di cui fa parte lo è per definizione, essendo una filiera agricola, ma perché continui a essere un’azienda che vive nell’economia reale, che cerca le soluzioni, affiancata da quella spinta di visionari del nostro settore di Ricerca e Sviluppo che ha sempre quello spirito di innovazione dei pionieri che quarant’anni fa hanno ideato Tavernello».
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