Nelle città di tutto il mondo, la biodiversità della natura in ambiente urbano si concentra nei quartieri dove c’è più benessere economico, con importanti implicazioni sociali e ambientali. Questo fenomeno viene descritto dagli studiosi come “Luxury Effect” ed è stato analizzato in uno studio internazionale pubblicato sulla rivista People and Nature.
Lo studio “Wealth and wildlife in cities: How economic and demographic drivers influence global urban environmental injustice” è stato coordinato da ricercatori dell’Università di Torino nell’ambito del National Biodiversity Future Center (NBFC).
Il cosiddetto “Luxury Effect”
La maggiore presenza di biodiversità nei quartieri più benestanti è un fenomeno diffuso in tutto il mondo. Avere alberi sotto casa, sentire gli uccellini cantare o vivere vicino a un parco non è solo una questione di bellezza: la natura urbana migliora la salute, il benessere e la qualità della vita.
Ma, come mostra la ricerca, non tutti i cittadini hanno le stesse possibilità di accedervi. Nei quartieri più ricchi si concentrano più verde e fauna, mentre nelle aree meno abbienti la natura scarseggia.
«La biodiversità urbana è un bene fondamentale, ma non è distribuita in modo equo» spiega Irene Regaiolo, prima autrice dello studio e ricercatrice all’Università di Torino e al NBFC.
«Chi vive in contesti svantaggiati, spesso già colpito da altre forme di disuguaglianza, ha meno accesso a spazi verdi e ai benefici che ne derivano: una vera e propria forma di ingiustizia ambientale».
Comprendere le cause di queste disuguaglianze
Il team di ricerca – composto da studiosi di diversi Paesi – ha analizzato oltre 120 studi condotti in più di 100 città nel mondo, scoprendo che il Luxury Effect è particolarmente evidente nelle aree con ricchezza media o sotto la media, mentre tende a ridursi nei contesti estremamente poveri o molto ricchi. In ogni caso, emerge una sfida globale: garantire un accesso equo alla natura per tutti.
«Il nostro lavoro mostra come il problema sia più marcato proprio nei Paesi con minori risorse», aggiunge Dan Chamberlain, coordinatore dello studio. «Paradossalmente, dove la natura potrebbe avere un impatto maggiore sulla qualità della vita, essa è distribuita in modo più diseguale».
Gli autori sottolineano l’importanza di politiche urbanistiche che promuovano spazi verdi accessibili e ricchi di biodiversità anche nei quartieri meno privilegiati.
Il messaggio dello studio è chiaro: l’accesso alla natura deve essere considerato un diritto e una priorità di giustizia sociale, al pari dei servizi essenziali. Creare e mantenere aree verdi di qualità in ogni quartiere significa investire in città più sane, eque e vivibili per tutti.
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