Si è concluso il progetto europeo LIFE STREAMS coordinato dal Parco Nazionale della Maiella lasciando un segno concreto nella salvaguardia della trota mediterranea, una specie sempre più rara, classificata in Italia “in pericolo critico” perché minacciata da contesti ambientali compromessi, cambiamenti climatici nonché ibridazione e competizione con specie aliene.
Il progetto europeo LIFE STREAMS, cofinanziato dal programma LIFE dell’Unione Europea, ha svolto interventi che hanno compreso dalla tutela genetica della trota mediterranea al ripristino degli habitat fluviali, passando per il coinvolgimento diretto di pescatori e comunità locali.
L’incontro conclusivo del progetto si è tenuto a Roma e ha visto la partecipazione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, partner del progetto.

Un momento della conferenza finale del progetto a Roma: seconda da sinistra la direttrice del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Maria Laura Talamè. © Parco Nazionale dei Monti Sibillini
LIFE STREAMS ha affrontato il problema su scala nazionale, intervenendo lungo quasi tutto l’areale italiano della trota mediterranea, comprese le aree appenniniche di pertinenza del Parco: migliaia le analisi genetiche effettuate su altrettanti esemplari, circa 120.000 uova embrionate e oltre 250.000 gli avannotti rilasciati in diversi siti, oltre 4.000 le trote non autoctone eradicate, 150 i pescatori formati e coinvolti in attività di monitoraggio.
«Il Parco dei Sibillini ha rappresentato una roccaforte per le ultime popolazioni di trota mediterranea dell’intero Appennino umbro-marchigiano» ha sottolineato Alessandro Rossetti, biologo e funzionario del Parco.
«L’esperienza maturata nel progetto LIFE STREAMS e nel precedente LIFE TROTA ha contribuito a definire le Linee Guida Nazionali per la conservazione di questa specie e ad allacciare costruttivi rapporti di collaborazione con le Regioni Marche e Umbria».
Federico Morandi, veterinario e funzionario anch’egli del Parco, ha evidenziato il ruolo dell’Ente nella realizzazione di un incubatoio presso il vecchio mulino di Ussita, in sinergia con l’amministrazione comunale e la regione Umbria: «abbiamo allocato in apposite vasche le uova fecondate artificialmente per la schiusa e la successiva reimmissione in siti fluviali selezionati».
Accanto alle azioni sul campo sono state organizzate anche formazioni specifiche per i pescatori e altre attività di sensibilizzazione sul valore della biodiversità e della tutela degli ecosistemi fluviali.
La salvaguardia della trota mediterranea non è solo un impegno ambientale, ma anche una priorità strategica per il territorio del Parco: «Attraverso il progetto LIFE STREAMS abbiamo contribuito a ripristinare le popolazioni native, certi che tutelare questa specie significhi proteggere l’integrità dei nostri ecosistemi e l’economia sostenibile del territorio. Solo attraverso una collaborazione integrata tra istituzioni, scienza e cittadini potremo garantire fiumi sani e consegnare alle future generazioni un patrimonio naturale ancora ricco di biodiversità» ha concluso la direttrice del Parco, Maria Laura Talamè.
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