“Cusio 2030” è un progetto dedicato a rafforzare il processo di recupero dello stato ecologico del Lago d’Orta, quinto lago del Nord Italia, e alla creazione delle condizioni per conservarlo nel tempo. Il progetto, iniziato nel 2023, si concluderà nel 2026 e rientra all’interno di uno dei più partecipati Contratti di Lago realizzati in Italia, con 140 realtà territoriali aderenti.
Il progetto è realizzato grazie al bando “Simbiosi. Insieme alla natura per il futuro del Pianeta” della Fondazione Compagnia di San Paolo e ha già visto i primi risultati concreti.
Gli obiettivi del progetto
Gli obiettivi di “Cusio 2030” sono:
- la conservazione e dell’ambiente e il ripristino della biodiversità nell’ecosistema del Lago d’Orta da realizzarsi mediante un approccio multidisciplinare di monitoraggio e studio dell’ecosistema;
- il contrasto delle specie acquatiche invasive e la reintroduzione di specie ittiche autoctone (agone, pigo, luccio Italico, trota marmorata) oggi non ancora spontaneamente ritornate dopo il risanamento chimico delle acque, mediante liming, avvenuto nel 1989;
- a questi si aggiungono, nel corso del triennio 2024-2026, attività di educazione ambientale con le scuole del territorio.

Una legnaia da posizionare nel lago per creare una zona di rifugio dove i pesci possono nascondersi dai predatori. © Cusio 2030
Il posizionamento delle legnaie e il ripopolamento ittico
Nel periodo autunnale sono state posizionate delle legnaie nel lago (presso le località di Bagnera di Orta, Punta Casa Rio, Spiaggia Miami e presso il Lido di Gozzano), a circa dieci metri di profondità, che hanno lo scopo di creare una zona di rifugio dove i pesci possono nascondersi dai predatori e deporre le uova.
Sono state svolte operazioni di ripopolamento, mediante l’immissione nelle acque del Lago di avannotti di luccio italico nati e svezzati nell’incubatoio del CNR, oltre che uova fecondate di agone.
Negli affluenti del Lago sono state posizionate anche uova fecondate e larve di trota marmorata.
Il monitoraggio di questi interventi continuerà nel corso del 2025 e nella primavera del 2026.
Per tutto il 2025 proseguiranno gli studi e le analisi del primo monitoraggio dell’avifauna ittiofaga presente sul lago, avvenuto nei mesi autunnali e invernali del 2023 e 2024 e commissionato dalla Provincia di Novara ai naturalisti Manuel Piana di Cooperativa Valgrande e Società di scienze naturali del VCO e Lorenzo Laddaga della Società di scienze naturali del VCO.
A oggi è stata confermata la presenza significativa, anche se fluttuante durante il corso dell’anno, di uccelli che si nutrono anche delle specie di pesci oggetto di ripopolamento (il cormorano, lo svasso maggiore e lo smergo maggiore).
Il monitoraggio e la rimozione del gambero della Louisiana
Un’ulteriore attività di monitoraggio è stata eseguita sul gambero di fiume della Louisiana, una specie aliena e invasiva che si è particolarmente sviluppata nel Lago d’Orta per l’assenza di animali originari in grado di cacciarla e contrastarla. Questo gambero ha popolato in modo incontrollato diversi bacini italiani ed è dannoso per l’ecosistema lacustre poiché tende a depauperare il lago e i fiumi dalle diverse specie autoctone mediante azione predatoria diretta, per competizione per le risorse alimentare ma anche con la trasmissione di malattie.
Il coinvolgimento delle scuole
Grazie alla sinergia tra Ecomuseo e Amici del Fermi, è stata realizzata una programmazione condivisa delle attività didattiche presso gli istituti scolastici del territorio: lezioni teoriche in classe si sono alternate ad attività outdoor in cui gli studenti hanno appreso e sperimentato sul campo i principali contenuti di Cusio 2030.
Nel progetto dedicato alla tutela della fauna tipica delle zone lacustri sono coinvolti: Provincia di Novara, Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, l’Istituto di Ricerca sulle Acque IRSA (CNR) di Verbania e l’Associazione Amici del Fermi.
L’iniziativa è stata avviata insieme ai partner Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, l’associazione “Amici del Fermi” di Arona e l’Istituto di Ricerca sulle Acque IRSA (CNR) di Verbania.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com






