Negli ultimi decenni, l’attenzione degli studiosi impegnati nella salvaguardia della fauna selvatica si è concentrata principalmente su mammiferi, uccelli, anfibi e rettili. Tuttavia, il mondo sommerso ha ricevuto meno attenzione, ma non è certo meno affascinante.
È anche gratificante raccontare ogni tanto una storia esemplare di successo nella tutela della fauna ittica. Puntiamo il nostro sguardo sul Lago Maggiore, dove l’associazione “La Pinta” ha sviluppato un’idea innovativa ed efficace per contrastare il declino preoccupante della fauna ittica.
Il progetto, denominato “Incubatoio naturale” si basa sulla riscoperta di un’antica pratica locale, trasformata in un modello di conservazione ideale per affrontare le minacce che gravano sulla fauna ittica.
Grandi legnaie sul fondo del lago
L’associazione “La Pinta”, formata da volontari, subacquei, biologi e appassionati di natura, ha deciso alcuni anni fa di collocare grandi legnaie a profondità medie sul fondale del Lago Maggiore, con l’obiettivo di preservare una specie in particolare: il persico reale (Perca fluviatilis).
La scelta del persico reale come specie target ha portato alla collocazione di grandi fascine sul fondo del lago in vari punti, in collaborazione con diversi comuni del bacino lacustre in particolare sul versante piemontese. Questo approccio crea le condizioni ideali per favorire la riproduzione del persico reale e anche di altri pesci. L’esplorazione del Lago Maggiore ha dimostrato che i fondali sono spogli, privi di tronchi e rami sommersi che un tempo venivano trasportati dalla corrente o cadevano dalle sponde, ora fortemente antropizzate. Inoltre, quando un albero cade, viene prontamente rimosso per ragioni di sicurezza e per mantenere l’apparente pulizia del lago.
Il posizionamento di queste grandi legnaie sul fondo, spostate e collocate mediante piccole gru, ha permesso all’associazione “La Pinta” di creare diversi incubatoi naturali che stimolano significativamente la riproduzione del persico reale e di altre specie ittiche. Questi incubatoi sono situati su fondali compresi tra i 4 e i 9 metri, un ambiente ottimale per le abitudini riproduttive della specie. Il progetto sta gradualmente estendendosi, coinvolgendo numerose località sul Lago Maggiore e ampliando le aree di studio anche al Lago d’Orta.
Il più ampio contesto della crisi ambientale
A partire dagli anni ’70 e ’80, il Lago Maggiore ha registrato un significativo calo demografico della sua fauna ittica a causa di un marcato fenomeno di eutrofizzazione che ha colpito il bacino lacustre. Tra le varie specie, si è notata una drastica diminuzione della popolazione di persico reale. Dal punto di vista ecologico, questo evento può essere inserito nel più ampio contesto della crisi ambientale, dove la natura e la sostenibilità sono in uno stato di disequilibrio. Le modificazioni degli habitat, la perdita di biodiversità, la qualità dell’acqua e dell’aria, i cambiamenti climatici, la pesca eccessiva e spesso illegale sono realtà con effetti evidenti nel territorio del Lago Maggiore, con conseguenze diffuse sulla popolazione, sull’ambiente e sulla fauna in generale.
Gli anni di sfruttamento eccessivo delle risorse, i fenomeni di inquinamento e il turismo incontrollato hanno compromesso gli equilibri naturali del bacino, provocando la riduzione della popolazione ittica e una diminuzione generalizzata della biodiversità.
Il persico reale, inoltre, è oggetto sia di pesca sportiva, sia professionale, soprattutto per l’eccellente qualità delle sue carni; la pressione eccessiva della pesca ha contribuito anch’essa alla diminuzione avvenuta nell’ultimo ventennio, coinvolgendo sia esemplari adulti che in età pre-riproduttiva.
Il progetto “Incubatoio Naturale” ha il potenziale di invertire il trend demografico di alcune specie e di sensibilizzare ed educare l’opinione pubblica verso un mondo sommerso ricco di biodiversità ma altrettanto a rischio.
Accanto a questo, è stato realizzato un ulteriore progetto di divulgazione e ricerca chiamato “Persicam” che prevede il posizionamento di webcam attive sul fondo del lago, adiacenti agli incubatoi naturali.
Questo incredibile progetto di monitoraggio sommerso, unico nel suo genere, non solo consente di ottenere splendide riprese che hanno portato a scoperte etologiche sui curiosi comportamenti dei pesci, ma offre anche la possibilità di condividere con il pubblico i successi di queste aree riproduttive artificiali introdotte nel Lago Maggiore.
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