Per dare una seconda possibilità agli animali vittime dei combattimenti, Humane World for Animals Italia e Fondazione Cave Canem hanno promosso un evento a Salerno per contribuire alla formulazione del decreto attuativo del Ministero del Lavoro che disciplinerà l’erogazione dei fondi previsti dalla Legge di Bilancio a copertura dei costi di custodia derivanti dal sequestro e dalla confisca di animali impiegati nei combattimenti.
All’incontro “Combattimento tra cani: risorse e tutele concrete per gli animali sequestrati” hanno partecipato la senatrice Anna Bilotti, la dott.ssa Fiorella Zabatta, Assessore alla Tutela degli Animali della Regione Campania, e la dott.ssa Lorena Cicciotti, Dirigente della Divisione Anticrimine della Questura di Salerno.

La Senatrice Anna Bilotti, prima firmataria dell’emendamento alla Legge di Bilancio 2026 che ha permesso di stanziare i fondi per il recupero comportamentale dei cani da combattimento salvati. © Federica Giordano per Humane World for Animals
Nel corso dell’evento, moderato dalla giornalista Diana Letizia, Responsabile di Kodami, gli esperti hanno presentato le novità legislative e i nuovi strumenti operativi sviluppati nell’ambito del progetto “Io non combatto”.
Mirko Zuccari, Dog Trainer Manager della Fondazione Cave Canem, ha illustrato le conseguenze di questa pratica criminale: «I cani coinvolti nei combattimenti sono vittime di pratiche estremamente violente, che li spingono a reagire in condizioni di stress e paura estrema, fino ad attaccare per difendere la propria vita. Per questo è fondamentale accompagnarli in percorsi strutturati di recupero comportamentale, che permettano loro di superare il trauma e riscoprire modalità relazionali sane. Solo attraverso un lavoro competente e continuativo è possibile restituire a questi animali — come Michi e Shrek, tratti in salvo nell’ambito del progetto “Io non combatto” — una reale possibilità di reinserimento e di vita».

Federica Faiella, Presidente della Fondazione Cave Canem, con la dott.ssa Lorena Cicciotti, Dirigente della Divisione Anticrimine della Questura di Salerno. © Federica Giordano per Humane World for Animals
Un impegno congiunto
La Senatrice Anna Bilotti, prima firmataria dell’emendamento che ha permesso di stanziare i fondi, ha dichiarato: «Gli animali impiegati nei combattimenti vengono piegati alla violenza. Coinvolgerli in un percorso di recupero comportamentale significa mostrare loro che esistono anche il rispetto e l’amore, offrendo loro la possibilità di una nuova vita in famiglia. È quindi fondamentale sbloccare al più presto le risorse che renderanno possibile tutto questo».
Fiorella Zabatta ha aggiunto: «La tutela dei cani e il contrasto a ogni forma di violenza nei loro confronti rappresentano una priorità che richiede l’impegno congiunto di cittadini, istituzioni, Forze di polizia, magistratura e organizzazioni del Terzo settore. In questa prospettiva, la prima azione concreta realizzata con il progetto “Io non combatto” è stata avviata proprio nel Salernitano: un elemento che conferisce particolare valore al fatto che sia questo il territorio da cui prende avvio una riflessione su come garantire un futuro ai cani salvati in tutto il Paese».
Un report a disposizione dei cittadini e delle istituzioni
Martina Pluda, Direttrice di Humane World for Animals Italia, ha commentato: «Numerose indagini condotte negli ultimi anni hanno messo in luce che i combattimenti tra cani rappresentano un fenomeno ancora presente e diffuso su tutto il territorio italiano».
Lo conferma il report realizzato dal team di “Io non combatto” (scarica qui il documento).
Fondamentali per eradicare il fenomeno sono l’educazione e la responsabilizzazione dei cittadini: per questo, l’associazione ha pubblicato una “Guida al cittadino” (scarica qui il documento) che illustra come riconoscere i segnali della presenza di combattimenti tra cani e le modalità corrette di denuncia.
Alessandro Fazzi, Consulente per i Rapporti Istituzionali di Humane World for Animals Italia, ha aggiunto: “L’introduzione dell’articolo 260-bis nel Codice di procedura penale ha sancito il principio che un animale, una volta sottratto a un circuito criminale, può essere affidato in via definitiva a chi è in grado di garantirgli protezione e benessere, tramite lo strumento dell’affido definitivo e contestuale deposito cauzionale».
Federica Faiella, Presidente della Fondazione Cave Canem, ha spiegato: «La copertura dei costi di custodia giudiziaria introduce un elemento di sostenibilità economica che può rappresentare un’accelerazione decisiva, offrendo maggiore serenità operativa a chi conduce le indagini e rendendo più efficace l’attuazione dei sequestri».
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