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Il soccorso della fauna selvatica

A molti sarà capitato di trovarsi a prestare soccorso alla fauna selvatica e di non sapere come agire. In questo articolo vi spieghiamo come comportarvi e soprattutto cosa non bisogna assolutamente fare

Il soccorso della fauna selvatica

Ermanno Giudici Ermanno Giudici 13 Gen 2025

Il soccorso alla fauna selvatica dovrebbe essere inserito all’interno di un servizio di pubblica utilità come il numero unico di soccorso 112, ma purtroppo non è ancora così.

Eppure, la fauna, secondo la normativa vigente, è un patrimonio collettivo di proprietà dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale e internazionale.

Questa affermazione di per sé dovrebbe essere sufficiente a far comprendere quanto sia importante la tutela degli animali selvatici per il mantenimento degli equilibri naturali.

Nelle azioni di tutela faunistica sono correttamente comprese anche l’aiuto e la cura degli animali selvatici rinvenuti feriti o che si trovano in stato di particolare difficoltà.

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Un problema che ricade spesso sui cittadini

L’operatività degli enti pubblici che si devono o dovrebbero occuparsi di soccorrere la fauna in difficoltà spesso risulta essere poco tempestiva. Un fattore che costringe il cittadino a farsi carico non solo di segnalare la presenza di animali in difficoltà, ma spesso anche di doversi occupare del recupero e della consegna degli animali selvatici in difficoltà ai CRAS (Centri recupero animali selvatici), gestiti quasi sempre da associazioni ambientaliste o di tutela degli animali.

Se nei casi più complessi o che riguardano animali il cui recupero può comportare problemi per la sicurezza pubblica è relativamente semplice ottenere l’intervento pubblico (dei sempre disponibili Vigili del Fuoco o delle polizie locali e provinciali), negli altri casi per una persona che voglia rendersi utile può iniziare una sorta di corsa a ostacoli, fra rimbalzi di competenze e difficoltà di ottenere un aiuto effettivo.

Per queste ragioni è importante fare informazione su questo specifico problema, per far comprendere quanto sia importante l’attenzione delle persone verso la fauna, ma anche la consapevolezza di cosa vada o non vada fatto per non rischiare di creare danni a sé o agli animali.

Un pullo di storno caduto dal nido. Foto L.Floris/P.Greppi

Domandatevi: è davvero in pericolo?

La prima raccomandazione, se non si è competenti, è quella di accertarsi che il soccorso sia effettivamente necessario, perché quella che potrebbe apparire a una persona non esperta una situazione di pericolo potrebbe costituire, invece, un fatto del tutto normale dove un intervento umano può solo far danno.

Un esempio per tutti è il recupero dei cuccioli di capriolo o cervo lasciati momentaneamente soli dalle madri nascosti nell’erba alta: un comportamento naturale dove l’interferenza umana rischierebbe di compromettere per sempre il futuro del cucciolo, che una volta maneggiato e manipolato potrebbe non poter essere più liberato.

Non improvvisatevi, potreste rimanere feriti

La seconda attenzione è quella di non esporsi a situazioni che potrebbero causare solo danni: animali come volpi, tassi e rapaci, ma la lista sarebbe molto lunga, possono causare lesioni molto serie se maneggiati in modo improprio e un soccorso “maldestro”, anziché proteggerli, potrebbe esporli a ulteriori pericoli.

Per questo, se non si hanno competenze specifiche, è sempre meglio chiedere consiglio a chi queste competenze le possiede: gli enti che gestiscono i CRAS, che dovrebbero essere sempre contattati prima di intervenire.

Per agevolare il contatto, non sempre facile, è consigliato che le persone attente a questo tipo di problemi si memorizzino il sito elencocras.it, realizzato dal Rifugio Miletta, un CRAS molto attivo nelle province di Novara e Vercelli. Sul sito si potranno trovare tutte le indicazioni per entrare in contatto con il CRAS di zona, sia per chiedere aiuto che per ottenere consiglio su come soccorrere o sul perché non farlo un selvatico che appare in difficoltà.

Ultima ma fondamentale raccomandazione

La cura di un animale selvatico richiede esperienza e competenza! Non servono le ricette delle nonne, i ricordi dello zio cacciatore o le informazioni trovate in rete su siti di dubbia professionalità. Le cure fai da te, oltre a non essere permesse per legge, devono sempre essere evitate, portando nel minor tempo possibile gli animali eventualmente soccorsi a un CRAS.

La tempestività dell’affidamento dell’animale a mani sapienti può essere determinante per salvargli la vita e per garantirgli il ritorno in libertà.

Vedi anche:

Fauna in difficoltà: come comportarsi

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