Il soccorso alla fauna selvatica dovrebbe essere inserito all’interno di un servizio di pubblica utilità come il numero unico di soccorso 112, ma purtroppo non è ancora così.
Eppure, la fauna, secondo la normativa vigente, è un patrimonio collettivo di proprietà dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale e internazionale.
Questa affermazione di per sé dovrebbe essere sufficiente a far comprendere quanto sia importante la tutela degli animali selvatici per il mantenimento degli equilibri naturali.
Nelle azioni di tutela faunistica sono correttamente comprese anche l’aiuto e la cura degli animali selvatici rinvenuti feriti o che si trovano in stato di particolare difficoltà.
Un problema che ricade spesso sui cittadini
L’operatività degli enti pubblici che si devono o dovrebbero occuparsi di soccorrere la fauna in difficoltà spesso risulta essere poco tempestiva. Un fattore che costringe il cittadino a farsi carico non solo di segnalare la presenza di animali in difficoltà, ma spesso anche di doversi occupare del recupero e della consegna degli animali selvatici in difficoltà ai CRAS (Centri recupero animali selvatici), gestiti quasi sempre da associazioni ambientaliste o di tutela degli animali.
Se nei casi più complessi o che riguardano animali il cui recupero può comportare problemi per la sicurezza pubblica è relativamente semplice ottenere l’intervento pubblico (dei sempre disponibili Vigili del Fuoco o delle polizie locali e provinciali), negli altri casi per una persona che voglia rendersi utile può iniziare una sorta di corsa a ostacoli, fra rimbalzi di competenze e difficoltà di ottenere un aiuto effettivo.
Per queste ragioni è importante fare informazione su questo specifico problema, per far comprendere quanto sia importante l’attenzione delle persone verso la fauna, ma anche la consapevolezza di cosa vada o non vada fatto per non rischiare di creare danni a sé o agli animali.

Un pullo di storno caduto dal nido. Foto L.Floris/P.Greppi
Domandatevi: è davvero in pericolo?
La prima raccomandazione, se non si è competenti, è quella di accertarsi che il soccorso sia effettivamente necessario, perché quella che potrebbe apparire a una persona non esperta una situazione di pericolo potrebbe costituire, invece, un fatto del tutto normale dove un intervento umano può solo far danno.
Un esempio per tutti è il recupero dei cuccioli di capriolo o cervo lasciati momentaneamente soli dalle madri nascosti nell’erba alta: un comportamento naturale dove l’interferenza umana rischierebbe di compromettere per sempre il futuro del cucciolo, che una volta maneggiato e manipolato potrebbe non poter essere più liberato.
Non improvvisatevi, potreste rimanere feriti
La seconda attenzione è quella di non esporsi a situazioni che potrebbero causare solo danni: animali come volpi, tassi e rapaci, ma la lista sarebbe molto lunga, possono causare lesioni molto serie se maneggiati in modo improprio e un soccorso “maldestro”, anziché proteggerli, potrebbe esporli a ulteriori pericoli.
Per questo, se non si hanno competenze specifiche, è sempre meglio chiedere consiglio a chi queste competenze le possiede: gli enti che gestiscono i CRAS, che dovrebbero essere sempre contattati prima di intervenire.
Per agevolare il contatto, non sempre facile, è consigliato che le persone attente a questo tipo di problemi si memorizzino il sito elencocras.it, realizzato dal Rifugio Miletta, un CRAS molto attivo nelle province di Novara e Vercelli. Sul sito si potranno trovare tutte le indicazioni per entrare in contatto con il CRAS di zona, sia per chiedere aiuto che per ottenere consiglio su come soccorrere o sul perché non farlo un selvatico che appare in difficoltà.
Ultima ma fondamentale raccomandazione
La cura di un animale selvatico richiede esperienza e competenza! Non servono le ricette delle nonne, i ricordi dello zio cacciatore o le informazioni trovate in rete su siti di dubbia professionalità. Le cure fai da te, oltre a non essere permesse per legge, devono sempre essere evitate, portando nel minor tempo possibile gli animali eventualmente soccorsi a un CRAS.
La tempestività dell’affidamento dell’animale a mani sapienti può essere determinante per salvargli la vita e per garantirgli il ritorno in libertà.
Vedi anche:
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com





