Nella classifica delle più curiose, e anche meno note, specie di uccelli il succiacapre (Caprimulgus europaeus) occupa una delle prime posizioni.
Partiamo dal nome scientifico, derivato dall’accostamento delle parole latine caprae e mulgere (mungere), nel quale è racchiusa la leggenda diffusa nell’antica Roma, e giunta a noi attraverso autori come Plinio il Vecchio, secondo la quale questo uccello si attaccava alle mammelle delle capre per suggere il latte causandone il disseccamento e rendendo ciechi gli ovini.
Da cosa è nata questa credenza e quali altri segreti nasconde questa specie?
Marco Mastrorilli, ornitologo specializzato nella ricerca e nello studio dei rapaci notturni, ai quali ha dedicato numerose pubblicazioni, esce per una volta dal seminato dando alle stampe una monografia proprio su questo elusivo e affascinante uccello che con gufi e civette ha in comune le abitudini notturne.
Il libro è corredato da un ricco apparato iconografico e in maniera rigorosa, ma comprensibile a tutti, spazia dalla biologia all’ecologia trattando anche le strategie di sopravvivenza del succiacapre e si propone come la guida che birdwatcher, fotografi naturalisti, ornitologi e semplici appassionati di natura dovrebbero avere per entrare nel mondo del Caprimulgus. E soprattutto, per scovarlo, cosa assai difficile, visto che il suo piumaggio mimetico è tra i più efficaci del mondo animale.

Il libro del Succiacapre con il cartello di “Pericolo attraversamento succiacapre” in Coto Donana (Spagna). © C. Camacho
“Il succiacapre”
di Marco Mastrorilli
Foto di copertina: Andrea Raza
Acquistabile direttamente sul sito mastrorilli.it
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