Il Gufo pescatore di Blakiston (Ketupa blakistoni) è uno degli Strigiformi più minacciati al mondo. Per preservare la popolazione di questo rapace che in Giappone era a rischio estinzione a causa della distruzione dell’habitat, nel 1984, nella penisola di Shiretoko a Hokkaido, furono avviati progetti di conservazione che a partire dal 2000 cominciarono a dare buoni frutti.
Per prevenire disturbi umani causati dall’affluenza di birdwatchers e fotografi, il governo tenne a lungo nascoste le informazioni sull’habitat e la localizzazione dei gufi pescatori. Tuttavia, nel corso del tempo, specialmente con l’avvento di Internet, i flussi turistici hanno raggiunto alcuni siti accessibili diventando una reale minaccia per futuro dei gufi pescatori di Blakiston.
La pressione del turismo fotografico
Infatti, a partire dal nuovo millennio e in particolare nell’ultimo decennio, sull’isola di Hokkaido si sono sviluppate alcune iniziative per trarre profitto dalla presenza dei gufi pescatori e sono nate una serie di attività su misura per i fotografi naturalisti che sono giunti da tutto il mondo per fotografare questi rapaci.
Per garantire la presenza dei gufi e la possibilità di riprenderli si è proceduto con la somministrazione controllata di prede e con l’illuminazione notturna, molto dannosa perché altera gli ecosistemi naturali.
Un’indagine per salvare il gufo pescatore di Blakiston
Per dimostrare la portata del fenomeno e cercare di salvare questo gufo, il professor Yuko Hayashi ha condotto per conto dell’Università di Hokkai uno studio molto prezioso, pubblicato sulla rivista Japanese Journal of Conservation Ecology.
Un attento monitoraggio di blog e social media ha dimostrato che la metà delle foto dei gufi pescatori di Blakiston presenti sul web sono state scattate sull’isola di Hokkaido in alcuni lodge nei quali si reclamizza la possibilità di vedere questa specie.
Su Instagram, la geolocalizzazione e il tag delle foto evidenzia che il 55,1% delle immagini sono state scattate in lodge dove i gufi pescatori di Blakiston vengono attirati con il cibo.
Lo studio ha dimostrato che l’87% delle foto sono state realizzate in notturna, favorite dall’installazione di luce stroboscopica installata nei pressi delle strutture, cosa che ovviamente altera i comportamenti dei gufi. L’altro aspetto grave è che in molte delle foto scattate di giorno si nota un evidente disturbo da parte dei fotografi nei confronti di piccoli immaturi con genitori in allerta per gli intrusi.
L’indagine fa emergere un altro aspetto preoccupante.
Infatti, mentre chi non era coinvolto nelle attività fotografiche esprimeva nell’86,3% dei casi un giudizio negativo sull’alimentazione dei gufi fornita dall’uomo, tra i fotografi naturalisti solo il 25% aveva la consapevolezza dell’impatto negativo.
Fotografia naturalistica: occorre buon senso ed etica
Questo studio ha rivelato cinque problemi derivanti dall’attuale sfruttamento turistico dei gufi pescatori di Blakiston, che devono essere analizzati a fondo e affrontati.
I principali problemi emersi sono:
- la divulgazione delle informazioni sull’habitat con quel che ne consegue
- l’alimentazione dei gufi pescatori a fini turistici
- l’uso dell’illuminazione artificiale
- l’adattamento alla presenza antropica e alle luci artificiali
- la discordanza con i progetti nazionali di conservazione.
Questa situazione merita molta attenzione perché le attività di fotografia naturalistica vanno gestite con buon senso e nel rispetto di alcune regole fondamentali per assicurare la conservazione delle specie, soprattutto quelle più minacciate.
Un conto è fotografare un airone o una poiana altro discorso è portare pressione turistica in un luogo così sensibile. Su specie con questo grado di rischio bisogna essere prudenti e siamo certi che tutti, anche i fotografi possono volere il bene degli animali mantenendo un comportamento etico.
Chi è il Gufo pescatore di Blakiston (Ketupa blakistoni)
- Lunghezza 72 cm
- Apertura alare 180-190 cm
- Peso 3-3,7 kg
Abita in fitte foreste lungo i fiumi e laghi del nord della Cina, della Russia e del Giappone dove si nutre soprattutto di pesci ma anche di anfibi e mammiferi.
La sua attività si concentra principalmente durante l’alba e il tramonto tranne durante la stagione riproduttiva, periodo in cui è attivo tutto il giorno; rispetto ad altri gufi, questa specie trascorre molto tempo a terra. Catturano le prede in volo ma anche entrando in acqua, dove la profondità non è eccessiva.
Per la nidificazione predilige vecchi alberi cavi. La riproduzione avviene solo se le disponibilità alimentari vengono giudicate sufficienti.
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