In Lombardia, l’81% delle superfici boscate si concentra nelle aree montane, dove il bosco rappresenta un elemento identitario e un presidio fondamentale contro il dissesto idrogeologico,
In pianura, il verde è frammentato e affidato soprattutto alla pioppicoltura e ai corridoi ecologici lungo i fiumi.
Nell’insieme in Lombardia sono presenti 618.000 ettari di boschi, pari al 26% del territorio regionale: in pratica una disponibilità media di 616 metri quadrati per abitante. Sono questi di dati contenuti nel Rapporto Stato Foreste 2024, presentato in Consiglio regionale dall’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi.
Un beneficio per l’ambiente, con qualche criticità
Dal punto di vista ambientale, le foreste lombarde assorbono ogni anno circa 3,4 milioni di tonnellate di CO₂ e immagazzinano complessivamente 128,8 milioni di tonnellate di carbonio. Allo stesso tempo, crescono in superficie e massa legnosa, con un incremento annuo stimato in 2,9 milioni di metri cubi.
Non mancano però anche le criticità. Il 2024 ha evidenziato la vulnerabilità degli ecosistemi forestali, con fenomeni come la diffusione infestante del bostrico tipografo, particolarmente intensa in Valle Camonica, dove si concentra oltre un terzo delle superfici colpite a livello regionale.
«Le nostre foreste non sono soltanto un patrimonio ambientale, ma una risorsa strategica anche dal punto di vista economico. Il tema oggi è passare da una crescita spontanea a una gestione consapevole, perché più bosco non significa automaticamente bosco migliore» ha dichiarato l’assessore Alessandro Beduschi.
La filiera del legno
Dal punto di vista economico, nella filiera del legno in Lombardia spiccano il distretto del mobile brianzolo e il settore del design.
A livello nazionale, la filiera del legno produce circa l’1% del PIL nazionale e coinvolge circa 85.000 imprese e oltre 550.000 addetti.
Nonostante ciò, l’Italia resta fortemente dipendente dall’estero, importando oltre i due terzi del fabbisogno di legno, con punte dell’80%.
Anche a livello regionale, permane una difficoltà strutturale nel collegare produzione forestale e trasformazione industriale, con filiere che spesso non si chiudono. A incidere sono diversi fattori: frammentazione della proprietà privata, condizioni orografiche complesse, costi elevati, viabilità insufficiente e una filiera ancora poco organizzata. Attualmente, la gestione forestale interessa il 26% della superficie regionale.
«L’obiettivo è chiaro – conclude l’assessore Beduschi – cioè trasformare l’abbandono in gestione, rafforzare le filiere locali e rendere il patrimonio forestale sempre più centrale nello sviluppo sostenibile della Lombardia».
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