La crisi climatica sta riducendo insetti e invertebrati capaci di conservare e migliorare i propri ecosistemi mentre sta favorendo gruppi ristretti di specie, spesso aliene, e pericolose per la salute umana e la sicurezza alimentare.
Il nuovo report del WWF “Insetti e persone: chi vince e chi perde nel clima che cambia?” (scarica qui il documento) analizza gli effetti del cambiamento climatico su insetti e invertebrati.
Il testo sintetizza e analizza le evidenze scientifiche sulla trasformazione radicale delle popolazioni di numerose specie di invertebrati, tra cui quelle degli insetti.
La crisi climatica sta causando aumenti delle temperature medie e anomale variazioni di altri parametri climatici, tra cui umidità, precipitazioni e frequenze degli eventi estremi. Inoltre, agisce come fattore di amplificazione di altri fenomeni causati dalle attività umane (per esempio la frammentazione habitat).
Moltissime specie di insetti e invertebrati sono così fortemente penalizzati e rischiano di scomparire, a vantaggio di poche specie, spesso molto dannose.
Le conseguenze sugli esseri umani
Tra le specie più a rischio ci sono gli impollinatori: oggi a causa della crisi climatica e delle attività umane, il 10% delle specie di apoidei in Europa è minacciata d’estinzione, così come il 28% delle specie di lepidotteri è minacciato o prossimo alla minaccia.
Problemi simili sono quelli riscontrati dagli invertebrati di acqua dolce. Il ruolo di queste specie è importantissimo per la qualità delle acque in cui vivono. Il loro declino compromette l’equilibrio di questi ecosistemi delicati e la capacità naturale dei fiumi di autodepurarsi e di processare la materia organica, degradando la qualità dell’acqua necessaria per il consumo umano e l’agricoltura.
Proliferano le specie dannose
Così, mentre gli insetti e gli invertebrati fondamentali per gli ecosistemi sono in pericolo, altri potenzialmente dannosi anche per il benessere delle persone iniziano a proliferare. È il caso di fitofagi infestanti molto noti in Italia come il bostrico tipografo (specie autoctona), capace di devastare interi ambienti forestali, o di specie aliene invasive altamente polifaghe (cioè che si possono alimentare di moltissime piante e colture diverse) che causano ingenti danni all’agricoltura, come il coleottero giapponese o la cimice asiatica.
Insetti vettori di malattie
La crisi climatica sta anche favorendo la diffusione di insetti vettori di malattie, tra cui numerose specie di zanzare e zecche, che riescono a sopravvivere grazie a inverni più miti. L’espansione di queste specie è un chiaro problema per la salute umana.
Questa situazione è grave, ma non è irreversibile. È importante investire nell’educazione dei decisori politici, della società civile e anche delle persone coinvolte nelle attività produttive rafforzando la partecipazione informata ai processi decisionali e di attuazione delle politiche di contrasto al cambiamento climatico e di ripristino della natura.
La crisi climatica e la perdita di biodiversità sono, infatti, problemi complessi che possono essere risolti solo attraverso il coinvolgimento e lo sforzo di tutti, al livello locale, nazionale e anche internazionale.
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