ENEA ha messo in mare nella baia di S. Teresa a Lerici (La Spezia) i primi due prototipi di reef artificiali per favorire il ripopolamento di un mollusco autoctono con potenziale filtratore, l’ostrica piatta (Ostrea edulis), utile per rigenerare ambienti marini, tutelare la biodiversità e regolare il clima.
Si tratta di due dei cinque prototipi che dovranno essere realizzati nell’ambito del progetto PNRR RAISE (Robotics and AI for Socio-economic Empowerment), condotto da ENEA in collaborazione con la Cooperativa di Mitilicoltori Associati, il Comune di Lerici e la Scuola di Mare che si occupa di risanare aree portuali con soluzioni rigenerative nature based.
I due reef progettati da ENEA e costruiti in cemento certificato e compatibile con l’ambiente marino dall’azienda D-SHAPE, sono stati installati grazie all’intervento dei palombari del Comando Subacquei e Incursori della Marina Militare (COMSUBIN) insieme alla ditta Submariner.
In pratica i due prototipi saranno impiegati come substrato per il progetto di ripopolamento dell’Ostrea edulis, che generalmente è presente lungo la costa, dalla superficie del mare fino a qualche metro di profondità, formando aggregazioni dalla struttura tridimensionale, i cosiddetti reef, in grado di fornire habitat a molte altre specie. A ottobre, sui due reef verranno posizionati gusci di ostriche e cozze provenienti da scarti della filiera della molluschicoltura, contribuendo così a creare un habitat ancora più favorevole alla colonizzazione.
Ostriche che filtrano l’acqua
«I reef creati da queste ostriche aumentano la biodiversità agendo sulla produttività degli ecosistemi costieri; inoltre, favoriscono la pulizia dell’acqua grazie alla loro capacità filtrante» sottolinea Chiara Lombardi, responsabile del Laboratorio ENEA di Biodiversità e servizi ecosistemici.
«Non ultimo – aggiunge la ricercatrice – questa specie di ostrica rappresenta un’importante fonte di cibo e la sua coltivazione, come quella di altri molluschi bivalvi, è una delle attività più sostenibili del mare».
Il team si prepara ora a realizzare altri tre reef, utilizzando esclusivamente una miscela appena messa a punto e basata su scarti della mitilicoltura.
«Dopo mesi di prove in laboratorio, abbiamo finalmente definito la composizione della miscela che utilizzeremo per produrre dei reef analoghi a quelli appena messi a mare, ma realizzati con scarti della mitilicoltura, secondo i principi dell’economia circolare» spiega Cristian Chiavetta, responsabile del Laboratorio ENEA Strumenti per la sostenibilità e la circolarità dei sistemi produttivi e territoriali.
«La messa in mare di questi primi due reef nella baia rappresenta il raggiungimento di uno degli obiettivi di RAISE, ma soprattutto l’inizio di un importante progetto di rigenerazione e tutela della baia, i cui effetti si vedranno sul lungo termine» conclude Chiara Lombardi.
Il progetto RAISE (Robotics and AI for Socio-economic Empowerment) è realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 4, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU (Spoke 4, Progetto 8).
Tratto dall’articolo di Laura Moretti, ENEA – Unità Relazioni e Comunicazione
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