Il Mediterraneo è il mare più sfruttato del mondo, e ogni anno 230.000 tonnellate pescate (il 18%) vengono scartate, comprese specie ed esemplari di dimensioni non adatte al mercato. Il 10 aprile 2019 il comitato scientifico sulla pesca ha pubblicato una relazione che conferma la tendenza alla diminuzione delle sue risorse ittiche. Anche la fauna ittica è soggetta a norme che la tutelano, per impedire danni ancora più rilevanti alle specie oggetto di un eccesso di prelievo, come il tonno rosso, o la cui raccolta provoca ingenti distruzioni, come avviene per i datteri di mare.
I datteri di mare
Alla pesca illegale dei datteri di mare, Report ha dedicato un’inchiesta trasmessa il 4 novembre 2019 su Rai Tre. I datteri di mare sono molluschi bivalvi simili alle cozze, ma dal guscio marrone e allungato, che si insediano tra le rocce calcaree.
Per estrarli occorre munirsi di martelli pneumatici, piccozze e pinze: attività che danneggia in modo irreversibile il litorale di natura calcarea e i fondali, compromettendo la sopravvivenza della specie e di tutta la biodiversità marina.
La roccia infatti ospita una serie di organismi animali e vegetali che per colonizzarla impiegano decine di anni.
Da almeno trent’anni, regolamenti Ue e decreti ministeriali nazionali vietano di prelevare questi frutti di mare, che sono i più pregiati e costosi. Ma la pesca di frodo non ha mai conosciuto battute d’arresto. Anche se un ristorante che li include nel menu rischia la chiusura e, come ha documentato Report, può diventare l’ultimo anello di un sistema creato da organizzazioni criminali strutturate come quelle dei narcos, disposte a difendere la merce di contrabbando e ad attaccare gli uomini della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia.
Questi molluschi sono considerati talmente prelibati che vengono serviti sottobanco da molti ristoranti di lusso in cene esclusive: un piatto di spaghetti con datteri di mare può costare fino a 70 euro.
Al mercato nero possono costare 100 euro al chilo, e arrivano a 200 durante le feste di Natale. Com’è noto, i predoni del mare agiscono spinti da un interesse economico rilevante.
Episodio tratto dal libro:






