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Ambiente
CAMBIAMENTI CLIMATICI

La doppia sfida dell’acqua

Da un lato alluvioni, come quella che di recente ha devastato l’Emilia Romagna, dall’altro lunghi periodi di siccità

La doppia sfida dell’acqua

Redazione Redazione 13 Lug 2023

Gli eventi estremi legati all’acqua, dalle alluvioni alla siccità, non riguardano ormai solo un ipotetico futuro, ma il nostro presente e che non sono che due facce della stessa medaglia: il riscaldamento globale.

Nel corso della 4° Conferenza Nazionale sul Clima promossa da Italy For Climate, che si è tenuta lo scorso 5 luglio con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, della Commissione Europea e di Rai per la Sostenibilità, esperti, rappresentanti delle imprese e delle istituzioni hanno analizzato l’impatto di questi eventi sull’ambiente, l’economia e il benessere delle persone.

acqua

Al centro il tema dell’acqua e i dati emersi dal dossier “Troppa o troppo poca? L’acqua in Italia, in un clima che cambia” (scarica qui il documento) presentato durante l’incontro. Dal documento emerge che se l’Italia è ancora terza in Europa per disponibilità della risorsa idrica (dietro solo a Francia e Svezia), con circa 130 miliardi di m3 ogni anno, questo valore si è ridotto del 20% negli ultimi decenni e potrebbe arrivare a ridursi in breve tempo del 40%, con punte del 90% in alcune aree del Meridione. Nonostante ciò, l’Italia continua a prelevare più del 30% della disponibilità idrica annua, intaccando il proprio patrimonio e mettendo in pericolo gli ecosistemi.

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Le modifiche al ciclo dell’acqua

A livello globale siamo entrati in una fase di “anormalità climatica permanente”, che ha già modificato il ciclo dell’acqua portando effetti devastanti: i fenomeni a carattere eccezionale sono aumentati esponenzialmente e oggi un italiano su cinque risiede in aree potenzialmente allagabili. Nel 2022 il danno economico al comparto agricolo è stato di circa 6 miliardi di euro e si stima che l’alluvione in Emilia Romagna abbia portato danni per circa 8 miliardi di Euro.

Inoltre, in vent’anni i ghiacciai alpini in Italia hanno perso in media 25 metri di spessore, oltre 50 miliardi di m3 di ghiaccio, e se le temperature continueranno ad aumentare, nessuna delle stazioni sciistiche del Friuli Venezia-Giulia avrà a breve una copertura nevosa naturale sufficiente a garantire la stagione e lo stesso accadrebbe a un terzo delle stazioni in Lombardia, Trentino-Alto Adige e Piemonte.

Come ha ricordato Andrea Barbabella, responsabile scientifico di Italy for Climate: «L’Italia è un Paese fragile, più a rischio di altri, con aumento di temperatura di quasi 3 °C rispetto al periodo preindustriale, a fronte di una media mondiale di +1,1 °C.  Come collettività dobbiamo perciò comprendere con urgenza il nesso tra la crisi climatica e i rischi di un ciclo idrico sempre più sotto stress, mettendo in campo interventi straordinari di mitigazione e adattamento».

Il dossier presentato raccoglie quindi dieci proposte e linee di azione per fronteggiare questa crisi: perché la priorità è ridurre le emissioni e l’Italia ancora non sta facendo la sua parte.

 

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