Andromeda è la galassia sorella della Via Lattea, quella che ospita il nostro Sistema Solare. È, quindi, una delle galassie più studiate e probabilmente anche la più conosciuta al grande pubblico per la sua prossimità e somiglianza con la nostra galassia: è come “guardarci” da fuori.
Una conoscenza della natura dei processi fisici che avvengono al suo interno permetterebbe di capire meglio cosa avviene nella nostra galassia, come se la guardassimo dall’esterno.
Oggi una collaborazione scientifica fra la Sapienza Università di Roma e l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha permesso di ottenere un’immagine della galassia di Andromeda completamente nuova, a 6.6 GHz, una frequenza mai sondata prima d’ora, utilizzando il Sardinia Radio Telescope.
L’immagine ottenuta a tale frequenza, oltre a essere senza precedenti, ha permesso di definire nel dettaglio la morfologia della galassia e in particolare di individuare le regioni dove nascono le nuove stelle.
I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Astronomy & Astrophysics.

Credits:
Radio: WSRT/R. Braun; Microwave: SRT/S. Fatigoni et al.; Infrared: NASA/Spitzer/K. Gordon; Visible: Robert Gendler; Ultraviolet: NASA/GALEX; X-ray: ESA/XMM/W. Pietsch.
Paradossalmente, proprio la sua vicinanza con la Via Lattea ha finora ostacolato un’osservazione approfondita di Andromeda. Infatti, a causa delle sua prossimità, ha una dimensione angolare che la mette fuori dalla portata degli interferometri costituiti da schiere di antenne di piccola taglia. Per poter osservare Andromeda a frequenze di 6.6 GHz è indispensabile disporre di un unico radiotelescopio a disco singolo dotato di una grande area efficace, come il Sardinia Radio Telescope. L’ottima risoluzione angolare del telescopio ha permesso di definire nel dettaglio la morfologia e di ampliare così le conoscenze finora disponibili su questa galassia.

Il Sardinia Radio Telescope è una grande antenna a disco singolo.
Allo studio hanno partecipato anche numerosi enti e università internazionali, come la University of British Columbia, l’Instituto de Radioastronomia y Astrofisica – UNAM in Messico, l’Instituto de Astrofisica de Canarias, l’Infrared Processing Analysis Center – IPAC in California.
«Il Sardinia Radio Telescope è una grande antenna a disco singolo in grado di operare ad alte frequenze radio – sottolinea Matteo Murgia dell’INAF di Cagliari – e di produrre dati di elevatissima importanza scientifica e immagini di assoluta qualità».
Con i dati ottenuti, i ricercatori hanno potuto stimare il ritmo di formazione stellare di Andromeda e produrre una mappa dettagliata che ha messo in evidenza il disco della galassia come regione d’elezione per la nascita di nuove stelle.
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