Domani 5 febbraio si celebra la Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare. L’occasione per stimolare azioni e comportamenti concreti per dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030, come chiede uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU al 2030.
ISPRA in collaborazione e con il finanziamento del MIMIT – Ministero del Made in Italy ha realizzato la campagna “Facciamo Circolare – Le tue azioni contano”
per sensibilizzare i consumatori su questo tema e sottolineare gli impatti che lo spreco di cibo ha sull’ambiente.
Nello spot sullo spreco alimentare, le immagini illustrano quanto il cibo gettato sia costato in termini di energia e di lavoro umano. La riflessione è che non viene buttato solo del cibo, ma tutto ciò che c’è dietro alla sua produzione.
783 milioni di persone soffrono la fame
Con il cibo sprecato si potrebbe sfamarne quasi il doppio delle persone che oggi soffrono la fame. Nel mondo c’è cibo a sufficienza per tutti, ma è necessario ripensare i sistemi produttivi alimentari e lavorare per un’equa distribuzione delle risorse. La Giornata nazionale per la prevenzione dello spreco alimentare è un’occasione per riflettere su questo grande paradosso.
Anche nel nostro Paese quasi 1 persona su 10 non ha accesso a un’alimentazione adeguata (ISTAT 2023). Allo stesso tempo, si stima che ogni italiano butti nella spazzatura mezzo chilo di cibo ogni settimana (Waste Watcher 2023).
«Nella loro essenzialità, questi numeri parlano chiaro: la fame non è un problema di scarsità di risorse, ma di sistema» commenta Simone Garroni, Direttore di Azione contro la Fame.
Lo spreco in ambito domestico
In Europa lo spreco domestico è pari a circa il 50% del totale delle eccedenze e perdite alimentari dell’intera filiera.
In Italia, dalla fotografica scattata dal CREA, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, si evince come “lo spreco alimentare sia generato per il 70% dal consumo domestico e da quello fuori casa, il 20% dalla distribuzione e vendita al dettaglio e, solamente, il 10% dal comparto agricolo tra post raccolta e trasformazione”.
«Evitare lo spreco –significa utilizzare in maniera più sostenibile le risorse della nostra natura, proteggere la biodiversità, accrescere le risorse naturali, limitando l’inquinamento ambientale» dichiara Alessandro Botti, Presidente di Ambiente Mare Italia – AMI ETS.
Nella top list degli alimenti più sprecati ci sono:
- frutta fresca (24 g. pro capite a settimana);
- insalata (17.6 g.);
- cipolle, aglio e tuberi pari a 17,1 g. pro capite a settimana;
- pane fresco (16,3 g.);
- verdure (16 g.).
#AcasaNonSpreco
- Semplici e buone regole da seguire per ridurre lo spreco alimentare in ambito domestico.
- Acquistiamo poco, ma di frequente, consumando sempre prodotti freschi.
- Prediligiamo i prodotti a filiera corta e/o Km zero, facendo sempre attenzione alla stagionalità.
- Congeliamo i prodotti (per esempio pane e carne) che non vengono consumati nel breve termine.
- Posizioniamo i nuovi acquisti sul fondo al fine di organizzare il frigo e la dispensa per scadenza dei prodotti.
- Predisponiamo la lista della spesa basata su menu settimanale al fine di fare acquisti oculati in base alle proprie esigenze e non dettati dal senso di fame, dal desiderio o dall’offerta.
- Scegliamo le dosi di prodotto da utilizzare/cucinare valutando attentamente le quantità necessarie.
- Controlliamo la scadenza dei prodotti acquistati.
- Riutilizziamo gli avanzi, riducendo lo scarto di prodotti vegetali e animali.
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