Oggi 24 maggio è la giornata dedicata alle aree protette di tutta Europa (Giornata Europea dei Parchi – The European Day of Parks), istituita nel 1999 dalla Federazione EUROPARC. Essa commemora la creazione dei primi Parchi nazionali in Europa: un insieme di nove parchi istituiti in Svezia nel 1909.
In Italia i primi Parchi furono creati nel 1922: il Gran Paradiso e il Parco d’Abruzzo, divenuto poi Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.
La Giornata Europea dei Parchi del 2026 ha come slogan “Collegati dalla natura”.
Tutti noi abbiamo bisogno di connessioni per crescere, vivere e imparare. Le nostre aree protette non fanno eccezione. Gli ecosistemi sani non esistono in isolamento: prosperano solo quando sono presenti connessioni ecologiche – corridoi faunistici, habitat collegati e paesaggi che consentono alle specie di spostarsi, adattarsi e prosperare.
Questi legami spesso vanno oltre i confini di una singola area protetta. Per prendersi cura della natura, dobbiamo pensare oltre i confini, ripristinare i collegamenti, costruire reti ecologiche e creare partnership che uniscano le persone, le comunità e la natura.
EUROPARC e la connettività ecologica
In media, il 50% dei confini europei è coperto da aree protette! Ecco perché garantire che gli Enti di gestione transfrontalieri collaborino in modo efficace è essenziale per salvaguardare i migliori risultati per la natura e le persone. Il Programma Parchi Transfrontalieri di EUROPARC è progettato per sostenere questi processi. È l’unico schema di certificazione incentrato sulla cooperazione europea tra Aree Protette transfrontaliere. Attualmente, il programma sostiene i collegamenti tra 21 Parchi e 13 Paesi, con il risultato di una natura migliore e più connessa in tutta Europa.
Parchi e riserve della Valtellina raccontano l’impegno per la biodiversità alpina
Nell’occasione della Giornata Europea dei Parchi, tre aree protette della Valtellina, il Parco Nazionale dello Stelvio, la Riserva Naturale Val di Mello e la Riserva Naturale Pian di Spagna – Lago di Mezzola, condividono il proprio impegno nella salvaguardia della biodiversità alpina.
Attraverso progetti concreti e attività di monitoraggio scientifico, le tre realtà presentano le proprie missioni, le iniziative in corso e la visione futura per la conservazione degli ecosistemi montani.
Tra le azioni più significative: la reintroduzione del gipeto nel territorio dello Stelvio, il monitoraggio di specie simbolo come l’ermellino e l’aquila reale in Val di Mello, e la tutela delle zone umide del Pian di Spagna, nodi fondamentali lungo le rotte migratorie degli uccelli.
Dalle cime dell’Alta Valtellina alle aree lacustri del fondovalle, queste aree protette promuovono la conoscenza e la tutela dell’ambiente, approfondendo lo studio dei fenomeni naturali e favorendo una convivenza consapevole tra uomo e natura, anche attraverso la valorizzazione di un turismo rispettoso e responsabile.
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