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Ambiente
TUTELE AMBIENTALI

La “guerra” della Commissione UE contro la natura

WWF Italia e Lipu denunciano il rischio concreto per natura e salute dell'ennesimo grave arretramento delle politiche ambientali dell'Unione europea

La “guerra” della Commissione UE contro la natura
© fotosforyou rk via pixabay.com

Redazione Redazione 4 mesi fa

La Commissione Europea guidata da Ursula von der Leyen ha presentato il nuovo pacchetto “semplificazione” (Omnibus V) – che questa volta riguarda le normative ambientali – e il Pacchetto Reti (Grid Package), che include la Direttiva per l’Accelerazione delle Energie Rinnovabili, che nasconde di fatto un’ulteriore possibile deregulation sulle norme autorizzative per questi impianti.

Secondo il WWF «Le proposte della Commissione segnano l’ennesimo grave arretramento delle politiche ambientali dell’Unione europea e rischiano di demolire decenni di protezione della natura, con effetti immediati su aria, acqua, ecosistemi e salute pubblica».

Anche per la Lipu «Queste proposte non sono adeguamenti isolati o tecnici: fanno parte di un più ampio schema di attacchi, dall’indebolimento del regolamento UE sulla deforestazione alla riduzione delle protezioni contro le sostanze chimiche e i pesticidi, aprendo la porta a un aumento dell’inquinamento».

Deregolamentazione ambientale

Queste proposte fanno parte di una strategia più ampia di deregolamentazione ambientale che ha già colpito il Regolamento UE sulla deforestazione, la Politica Agricola Comune, le norme su sostanze chimiche e pesticidi e altri provvedimenti fondamentali per la tutela ambientale.

«Nonostante le continue sollecitazioni di cittadini, comunità scientifica e istituzioni – commenta il WWF – la Commissione ha scelto di non ascoltare e resta ferma nella sua opera demolitrice. La Mediatrice europea, che ha un ruolo di garante per la trasparenza e difesa dei diritti dei cittadini, ha già evidenziato criticità significative».

Quasi 200.000 persone hanno preso parte alla consultazione sull’Omnibus Ambiente supportando la campagna HandOffNature per dire no alla deregolamentazione. Eppure, la Commissione europea ha scelto di ignorare queste voci.

tutele ambientali

© mrganso via pixabay.com

Norme più deboli che aggraveranno il degrado ambientale

Industria e sostanze chimiche

L’indebolimento della Direttiva sulle Emissioni Industriali e la cancellazione di SCIP – il database che raccoglie le informazioni sulle sostanze preoccupanti presenti negli articoli e nei prodotti complessi – determineranno la permanenza prolungata di molte emissioni tossiche in atmosfera, esponendo le comunità a seri rischi per la salute.

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Acque meno sicure

La revisione al ribasso della Direttiva Quadro sulle Acque è motivo di forte allarme. I nostri fiumi e le nostre acque interne sono già in condizioni critiche. Allentare ulteriormente le norme significherebbe più inquinamento, maggiori rischi sanitari e una minore capacità di far fronte a eventi estremi come alluvioni e siccità.

Il Grid Package cambia sensibilmente le regole per autorizzare i progetti energetici

I rischi principali sono:

  • un’eccessiva indeterminatezza delle regole, non allineate alle procedure di Valutazione Ambientale;
  • meno flessibilità per gli Stati membri nella pianificazione e nella tutela del territorio;
  • indebolimento complessivo delle protezioni ambientali, con più progetti autorizzati anche in siti Natura 2000 o lungo fiumi a flusso libero.
tutele ambientali

© TheOtherKev via pixabay.com

Sotto attacco la direttiva Uccelli e Habitat

La Lipu sottolinea un ulteriore campanello d’allarme: il lancio di uno “stress test” per la direttiva Uccelli e Habitat. Questa richiesta è fuori dal contesto dell’attuale crisi della biodiversità. Ecosistemi sani sono fondamentali per combattere il cambiamento climatico, ma la Commissione sembra trascurare questo aspetto, ignorando gli avvertimenti scientifici.

«Le direttive Uccelli e Habitat sono la spina dorsale della protezione della natura in Europa. Indebolirle ora non solo cancellerebbe decenni di progressi conquistati con fatica, ma spingerebbe anche l’UE verso un futuro in cui gli ecosistemi e le comunità che da essi dipendono sarebbero esposti a pericoli» afferma Claudio Celada, direttore Conservazione natura Lipu-BirdLife Italia.

 

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