La natura di prossimità, un sogno che dovrebbe essere realtà in tutte le città italiane ma, ahinoi, non in tutte lo è. Un bell’esempio è l’ampio polmone verde della Reggia di Monza, raggiungibile in venti minuti, a piedi, dal centro storico.
Sotto questo termine si raccolgono tre realtà ben distinte: la Villa Reale, i Giardini Reali e il Parco.
La prima è un edificio articolato che si estende in tutta la solennità delle oltre settecento stanze neoclassiche, di cui se ne visitano ventotto, per effettuare una sorta di viaggio nel tempo che si dipana tra gli Asburgo e i Savoia.
Ma è autunno, la natura con i suoi colori ci chiama e sono i Giardini Reali a farci battere il cuore con i loro quaranta ettari. Tra alberi monumentali, spazi erbosi e, soprattutto, il laghetto in cui si specchiano le fronde gialle e rosse, il tempo si dilata a passo lento mentre ci ossigeniamo rilassandoci.
Ideato nel Settecento, rappresenta uno dei primi esempi di giardino all’inglese del nord Italia. Significa che, dopo accurati studi di progettazione, l’aspetto è quello di una natura lasciata spontanea, libera e naturale, in cui immergersi abbandonando per qualche tempo i pensieri.
Dopo le mura neogotiche, la torretta, l’antro di Polifemo ed il giardino roccioso, il punto clou è sicuramente il laghetto sulle cui acque, appena scalfite dal passaggio di una carpa, di una tartaruga o di un volatile, si specchiano gli alberi che in occasione dell’autunno sfoggiano i colori più accesi e vivaci.
Tra un salto di scoiattoli e un turbinio di coccinelle (ebbene sì, a noi è accaduto di trovarci ricoperti da questi simpatici, e utili, insetti) oltrepassiamo la cinta che delimita lo spazio dei Giardini, ecco che si estende immenso il Parco, voluto nientemeno che da Napoleone per farne una tenuta agricola modello e una riserva di caccia. Qui ci si può “perdere” lungo i viali e i sentieri tra ville, cascine, mulini e ponti, immersi in un misto di agreste con ampi prati assolati e natura più fitta che segue il tortuoso corso del fiume Lambro, per trascorre una giornata all’aria aperta, in una natura vicina.
Note
Dati totali: a scelta, oggi non vogliamo dare indicazioni, ma lasciare che ognuno si formi il proprio percorso, abbandonando per una volta mappe o satellitari, lasciando che siano i piedi a portarci, smentendo, per una volta, Bilbo Baggins*.
(*) «È pericoloso, Frodo, uscire dalla porta. Ti metti in strada, e se non dirigi bene i piedi, non si sa dove potresti essere trascinato via»
(Il Signore degli Anelli, di J.R.R. Tolkien)
Parcheggi agli ingressi a pagamento.
Se proprio si vuole seguire un tema specifico, al sito della Reggia di Monza si possono trovare varie proposte che vanno dagli 1,8 chilometri del Sentiero degli Gnomi ai 9 chilometri che portano alla scoperta dei Giganti Verdi.
Link utili
- Reggia di Monza. © F. Voglino / A. Porporato
- Reggia di Monza. © F. Voglino / A. Porporato
- Reggia di Monza. © F. Voglino / A. Porporato
- Reggia di Monza. © F. Voglino / A. Porporato
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