Qualche mese fa si è verificata un’inaspettata nidificazione autunnale di rondini nel parco Parco Regionale Oglio Sud.
Il fenomeno ha suscitato interesse non solo tra i naturalisti locali, ma anche nella comunità scientifica italiana, poiché rappresenta un episodio raro ma significativo nel panorama ornitologico europeo e apre molteplici riflessioni sugli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico.
Una coppia con quattro piccoli
La segnalazione inusuale è giunta al Parco Regionale Oglio Sud alla fine di ottobre da parte di Emiliano Castellucchio, responsabile della sezione LIPU di Canneto sull’Oglio, che ha documentato l’evento straordinario: la nidificazione di rondini nel comune di Acquanegra sul Chiese, in provincia di Mantova.
A confermare la nidificazione tardiva è stato poi un sopralluogo condotto nei primi giorni di novembre da Castellucchio e Francesco Cecere dell’oasi WWF Le Bine. È stata, infatti, trovata una coppia di rondini con quattro piccoli di pochi giorni nel nido, assistiti da un altro individuo che probabilmente apparteneva a una covata precedente.
Un ulteriore monitoraggio, reso possibile dalla collaborazione con l’azienda vivaistica Beretta, ha permesso di seguire da vicino lo sviluppo dei piccoli, grazie anche all’impegno di diversi esperti, tra cui Lorenzo Maffezzoli, Davide Meggiorini e Alessandro Pavesi.
Due dei quattro pulcini si sono involati attorno alla metà di novembre, ma uno è purtroppo deceduto subito dopo, lasciando un solo giovane che ha superato il difficile periodo iniziale e ha imparato a volare.
Le rondini sono state osservate fino ai primi giorni di dicembre intorno al luogo di nidificazione, segno che la famiglia non si era ancora allontanata del tutto dalla zona.
Temperature troppo elevate
La tardiva nidificazione delle rondini non è solo un fatto eccezionale, ma anche un importante spunto di riflessione scientifica.
In genere, la stagione riproduttiva di questa specie in Italia termina tra luglio e agosto. La possibilità che un evento così significativo avvenga a fine ottobre – e con il successo riproduttivo di una parte della covata – potrebbe essere legata all’innalzamento delle temperature, decisamente più elevate rispetto alla media storica degli ultimi anni.
Questi fattori climatici hanno contribuito a un prolungamento della stagione riproduttiva, che avrebbe dovuto essere ormai conclusa.
L’influenza sugli equilibri ecologici
Il fatto che le rondini siano riuscite a nidificare in autunno, periodo generalmente inadatto per la loro riproduzione, non implica un cambiamento nella biologia della specie. Piuttosto, si configura come una potenziale reazione a condizioni climatiche anomale che potrebbero alterare gli equilibri ecologici tradizionali.
Le temperature più calde stanno, infatti, influenzando non solo i tempi di riproduzione, ma anche i cicli vitali di molte altre specie, creando scenari imprevedibili per l’ambiente naturale.

Le giovani rondini vengono alimentate da uno dei genitori. Foto A.Pavesi
Altre specie “disorientate”
In Italia, ad esempio, abbiamo assistito negli anni scorsi a svernamenti insoliti di alcune specie ornitiche migratrici come l’Assiolo e l’Upupa che stabilmente svernano in Italia, soprattutto in meridione, ma che stanno spostando il loro areale di svernamento sempre più verso il centro-nord.
Un caso anche in Portogallo
L’aumento delle temperature in Europa sono ormai così evidenti che da tutto il Continente arrivano notizie sorprendenti. Pensate che proprio pochi giorni fa, il 1 gennaio 2025, in Portogallo sono stati inanellati due pulli di rondine, un’altra nidificazione davvero eccezionale che si connette a quella rilevata nel Parco Oglio Sud.
Gli esperti che hanno seguito questa straordinaria nidificazione stanno raccogliendo dati complementari, come quelli provenienti da trappole fotografiche e misurazioni meteorologiche, per contribuire alla stesura di un articolo scientifico. Questo studio rappresenta una delle prime documentazioni di un fenomeno che potrebbe diventare sempre più frequente con il proseguire dei cambiamenti climatici.
Questa nidificazione tardiva non deve essere vista come un semplice episodio isolato, ma come un campanello d’allarme. Se non verranno adottate misure efficaci per contrastare il riscaldamento globale, potremmo dover affrontare scenari sempre più inusuali e pericolosi per la biodiversità e gli equilibri naturali.
In Italia abbiamo un noto proverbio che recita “una rondine non fa primavera“. In effetti una singola rondine non necessariamente segna l’arrivo della bella stagione, ma queste nidificazioni autunnali così anomale propongono riflessioni sugli effetti dei nostri comportamenti e sull’influenza diretta in relazione al futuro del nostro pianeta.
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