Che fine fanno i prodotti in plastica che non possono essere riciclati perché non sono imballaggi, come previsto dalla normativa vigente? Stiamo parlando di una quantità non indifferente di oggetti: sedie e arredamenti in plastica, penne e pennarelli, spazzolini, giocattoli, pettini, spugne e spugnette, bacinelle e ciotole, gonfiabili e palloni, utensili da cucina e guanti, scarpe e ciabatte…
Sono prodotti che a fine vita non possono essere riciclati, perché la regolamentazione attuale non lo prevede. Quindi finiscono in discarica o nei termovalorizzatori.
In Italia, per esempio, finiscono in discarica ogni anno 4mila tonnellate di plastica solo con il consumo degli spazzolini da denti. Un quantitativo importante che oggi non viene riciclato e non contribuisce a creare nuovi oggetti. È evidente che aumentando la percentuale di riciclo rendendolo più efficiente e includendo più tipologie di prodotti oltre agli imballaggi, si potrebbe risparmiare molta più materia prima e ridurre le emissioni di CO2.
«Per attuare un cambio di rotta, ormai indispensabile, la soluzione è l’economia circolare in cui le materie prime, come la plastica, di un oggetto non più funzionante restino in circolo, in un lungo e possibilmente infinito succedersi di produzione e riuso/riciclo, eliminando le fasi di estrazione di materie prime e smaltimento» afferma Eva Alessi, Responsabile Sostenibilità del WWF Italia.
Per il WWF è importante estendere la raccolta differenziata a tutti i settori produttivi di largo consumo, oltre agli imballaggi, per incrementare le tipologie di oggetti che vanno al riciclo.
Quella della plastica dispersa nell’ambiente è una contaminazione globale, diffusa e persistente di ogni ambiente naturale (mari, fiumi, laghi, terra e aria), come testimonia il Report del WWF, “Plastica: dalla natura alle persone. È ora di agire” (scarica qui il documento), tanto che l’inquinamento da plastica in Natura ha superato il “limite planetario” (Planetary boundary), oltre il quale non c’è più la sicurezza che gli ecosistemi garantiscano condizioni favorevoli alla vita.
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